Vite

>> venerdì 13 febbraio 2009

Generalità e cenni storici:
La vite è una delle piante arboree da frutto più diffuse sulla terra e la sua storia si perde nella notte dei tempi.
Reperti fossili(foglie e semi) attestano la presenza di piante del genere vitis già nell'era terziaria.Nel periodo romano però si ebbe la più grande espanzione di questa coltura che divenne fin da quei tempi una grandissima fonte di reddito.

Clima e terreno:

Osservando l'ampiezza del territorio su cui è coltivata la vite se ne può dedurre che si tratta di una specie adattabile a una grandissima varietà di condizioni pedoclimatiche.
D'altra parte, il grande numero di vitigni che si sono andati via via selezionando nei vari ambienti viticoli e le differenze che si notano fra uve e vini derivanti da uno stesso vitigno in ambienti differenti sottolineano la grande importanza che le condizioni di clima e terreno rivestono per la vite.
L'importanza delle condizioni ambientali per l'ottenimento di vini di qualità è messa in evidenza dall'istruzione della "denominazione di origine controllata" per i vini di pregio.
Uno dei fattori climatici più importanti per la vite è il calore, che influisce direttamente sulla composizione dell'uva e in particolar modo sul quantitativo di zuccheri contenuto in essa e in generale sull'acidità del succo.
Nei climi caldi l'acidità è generalmente compresa tra il 4 e il 7 per mille mentre nei climi freddi puo' superare anche il 10 per mille.
La produzione di vini secchi superiori è favorita da un decorso estivo non molto caldo che consente una maturazione più lenta;l'alto tenore zuccherino delle uve maturate in climi caldi consente la produzione di vini da dessert.
Inoltre va ricordato che le variazioni climatiche stagionali influiscono abbondantemente sulla qualità delle uve e dei vini da esse derivanti.
Riguardo alla piovosità la vite è una pianta che meglio tollera un difetto anziché un eccesso di umidità in special modo nel periodo estivo.
Le piogge durante la fioritura possono nuocere all'allegagione e durante la maturazione si preferiscono piogge concentrate nel breve periodo.
La grandine anche nel caso dell'uva è un idrometeora dannosa.

Cenni botanici:

Quando si parla di vite solitamente ci si riferisce a quella nostrana(vitis vinifera), ma allo stesso genere appartengono una cinquantina di specie tra cui alcune di origine asiatica o nordamericana.
Fra queste ultime ve ne sono parecchie che rivestono interesse per la viticultura: alcune per il loro frutto come la vitis lambrusca, ma per l'europa sono soprattutto interessanti come portainnesti, in quantoi la loro adozione, dapprima come specie pure, ora piuttosto come specie ibride, ha consentito di superare la grave crisi che l'invasione fillosserica aveva determinato nella viticultura europea.
(piccola nota:Si da per certo che nel nostro continente la fillossera sia stata introdotta utilizzando barbatelle di vite americana.
Le viti americane erano resistenti all'oidio e per questo motivo fin dal 1800 vennero utilizzate per combattere questa malattia. Il problema sostanziale della vicenda però fu che con l'importazione di queste piante si importò pure la fillossera, un temibile parassita che distrusse le coltivazioni europee obbligando gli europei all'utilizzo di viti americani o incroci di essi ed utilizzati come portainnesti).
Nelle viti nate da seme la radice è a fittone ma poiché le viti sono quasi esclusivamente riprodotte per talea le radici sono avventizie.
Lo strato maggiormente utilizzato dalla vite è intorno ai 60\80 cm di profondità ma puo', in terreni adatti, superare anche i dodici metri ed è per questo che la vite resiste bene a lunghi periodi di siccità dovuti alla calura estiva sfruttata per la maturazione ottimale dell'uva.
Il fusto della vite si suddivide in alcuni ponti principali per l'allevamento:la porzione basale detta tronco o ceppo, che si divide in due o più branche le quali portano rami di uno o due anni detti tralci. Nei tralci si possono distinguere internodi di varia lunghezza divisi da nodi più o meno evidenti in base alla cultivar. Ogni nodo possiede una foglia e su alcuni ,dal lato opposto alla foglia, si ha il grappolo o un viticcio.
All'ascella delle foglie si trovano le gemme, che sono dette pronte o estive se germoglieranno lo stesso anno in cui si sono formate, oppure normali od ibernanti se germoglieranno la primavera successiva.
Le gemme sono riunite in gruppi di due o più fino ad un massimo di sette e sono molto ravvicinate.
Una, solitamente la principale, da origine al germoglio fruttifero, le altre dette gemme di controcchio, si aprono solo in caso di lesione alla gemma principale.
I fiori della vite sono riuniti in infiorescenze che prendono il nome di racemi.
Il frutto è una bacca detta acino che puo' avere colori, dimensioni e forme diverse.
La buccia è ricoperta da una sostanza cerosa dal nome pruina, la polpa, detta sarcocarpo, è costituita da tantissime cellule a pareti sottili stratificate e ricolme di succo zuccherino e di acidi.
Il grappolo privato di acini prende il nome di raspo.

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