Aglio

>> venerdì 31 ottobre 2008












Pianta imparentata con la cipolla, ha una origine incerta. Rinomata per alcune sue caratteristiche ad uso terapeutico, è strettamente legata al campo culinario. Molte ricette, specialmente del sud Italia, basano l'insaporimento proprio sull'aglio, ma anche in tantissime altre ricette non manca mai questo bulbo come componente in soffritti e sughi.

Portamento: E' una pianta erbacea perenne fornita di un bulbo che al termine della vegetazione forma dei bulbilli che sono i normali spicchi d'aglio

Foglie: Le foglie nella loro porzione basale sono saldate a tubo ed inguainano il fusto, mentre nella porzione libera sono piane e fistolose,cioè vuote nel loro interno. Sono large un cm e vanno assottigliandosi verso l'estremità.

Fiori: I fiori ,riuniti in una ombrella alla sommità dello scapo, sono racchiusi prima della fioritura in una brattea,detta spata che avvolge tutta l'infiorescienza.Sono provvisti di sei petali di colore biancastro.Cosa importante sono i bulbilli che a volte si trovano all'interno del fiore che cadendo producono nuove piante.

Frutto:
Il bulbo

La droga:
I bulbi

Quando si raccoglie: In estate quando la porzione aerea della pianta è secca

Come si conserva:
I bulbi si conservano normalmente senza bisogno di essere essiccati.

Proprietà della droga: Ipotensive, antisettiche, espettorali.

Principi attivi: Glucosidi, fitormoni.
All'aglio si attribuiscono molteplici proprietà. Le più valide e provate sono quella ipotensiva e quella di disinfettante intestinale.
L'aglio è anche stimolante della bile, inoltre aiuta contro i catarri dei fumatori e espettorati in generale.

Uso interno:

tintura:20g in 100 ml di alcool di 75°. Macerare per 10 giorni. Da dieci a 20 gocce su una zolletta di zucchero tre volte al giorno oppure in acqua zuccherata.
Sciroppo:10g di bulbi tritati e 20 ml di acqua si fanno macerare per 12 ore. Si aggiunge tanto zucchero fino a saturare(cioè finchè smette di sciogliersi). Dose: due cucchiai al giorno

Tecniche di coltivazione:

L'aglio è una pianta che si puo' riprodurre facilmente anche a livello casalingo.
Basta infatti prendere gli spicchi e piantarli ad una profondità che varia dai 5 agli 8 cm ricordandosi di tenere l'aglio a testa in su.

Quando si vuole annaffiare basta inumidire il terreno senza esagerare, inoltre bisogna ricordare che la pianta di aglio regge bene la siccità, anche una settimana o settimana e mezzo senza acqua. Oltre questo è bene non esagerare con l'acqua perchè si rischia di far marcire i bulbi se restano troppo umidi nel tempo.

La fertilizzazione dell'aglio si fa al momento dell'impianto usando concimi a lenta cessione o con stallatico ricordandosi di mescolare questi concimi assieme al terreno.

Per evitare malattie all'aglio è bene utilizzare degli insetticidi ad ampio spettro prima dell'inizio delle fioriture.
Si usano anche fungicidi ad ampio spettro prima dell'ingrossamento delle gemme.

bibliografia: le erbe,fabbri editori

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Tecniche generali di coltivazione

>> giovedì 30 ottobre 2008


Non mi dilungherò nello spiegare la preparazione di grandi appezamenti agricoli anche perchè se li aveste sapreste già bene come coltivarli, quindi mi dedicherò a spiegare le principali tecniche agricole che possono essere usate anche per coltivazioni di orticelli casalinghi.
Le principali fasi della messa in opera di una cultura sono:
Aratura, erpicatura, sarchiatura, rincalzatura.

Queste tecniche vengono effettuate in campo con vari macchinari attaccati ai trattori ma ritengo opportuno spiegarvi come possiate ottenere i medesimi risultati con strumenti casalinghi all'interno dei vostri orti.
Aratura: Viene fatta a scolmare o a colmare oppure in pari. Cioè mentre arate(zappate) il vostro orto procedete dalla metà dell'appezzamento verso l'esterno oppure dall'interno(dalla metà) verso l'esterno oppure in modo lineare(cioè da un lato all'altro).
A seconda dei casi ottenete condizioni diverse:a colmare lo ottenete rovesciando le zolle di terra verso l'interno dell' appezamento arato, a scolmare viceversa lo ottenete procedendo in modo opposto a quello appena descritto e in pari se rovesciate la zolla su se stessa.
Se lo fate a colmare l'acqua durante l'irrigazione defluisce verso l'esterno dell'appezzamento, a scolmare verso l'interno, e in pari invece si depositerà bene o male equamente su tutto il terreno arato.
L'umidità del terreno quando zappate(arate)deve essere ben bilanciata, ne troppo elevata ne troppo bassa, questo per evitare fatiche inutili e che il terreno si disponga in malo modo per le successive lavorazioni.
Erpictura:Una seconda lavorazione simile all'aratura ma meno profonda, assolutamente evitabile in orticelli lavorati a mano.
Sarchiatura: Serve a rompere la crosta del terreno e a frangizzollare(cioè rompere le zolle) se non si esegue l'erpicatura.Si passa un rastrello a denti duri sul terreno con una buona dose di forza rompendo le zolle e portando via sassi e erbe infestanti.
Rincalzatura: Consiste nel rincalzare il terreno attorno alle piante sviluppate onde evitare secchezza e soleggiamento delle radici, ma evitare sempre di esagerare e stare lontani dal colletto della pianta(la parte in basso poco sopra da dove partono le radici) per evitare una brutta malattia che è il marciume radicale del colletto.

Semina e trapianto:La semina segue una sua particolare formula G=N/(SxPgxPr) dove G è il totale dei grammi di seme per unità di superficie, N numero di semenzali desiderati per unità di superficie, S numero di semi in un grammo di sementi, Pg il potere germinativo e Pr la purezza delle sementi.
Ovviamente è a titolo informativo questo perchè simili formule le si usano per grandi estensioni e con l'ausilio di macchine seminatrici, a casa propria nel proprio orto la classica semina a mano è piu' che sufficiente.
La semina a mano consiste nel riempire il palmo della mano e con una leggera apertura della medesima spargere il seme al suolo in modo che risultino ben distribuiti i semi.
Altra cosa interessante è comprare o costruire degli appositi contenitori dove inserire un seme per buco di contenimento, contenente del terricio, in modo che ogni singolo buco abbia la sua piantina che poi verrà trapiantata in suolo.
Il trapianto stesso(fatto anche con piante comprate direttamente in questi dispenser come la classica lattuga) viene effettuato facendo file di buchi nel terreno arato .In seguito si passa alla messa in campo di queste piantine che poi vengono ricoperte da uno strato leggero di terra alla base della pianta stessa.In seguito a queste operazioni si attua una leggera pressione sul terreno\terriccio per unificare bene il terreno alle radici e per compattarlo.
Irrigazione:L'irrigazione è una delle pratiche fondamentali dell'agricoltura.
Ogni pianta ha la sua dose di acqua giornaliera ma comunque sia a livello generale l'acqua distribuita va sempre bene che bagni il terreno senza renderlo fangoso. L'irrigazione migliore è quella fatta la sera ma anche quella della mattina presto è ottima, basta che non venga fatta durante le ore calde estive.
L'irrigazione migliore è quella fatta a goccia cioè con delle gomme in cui si possono fare dei buchi dai quali l'acqua esce a gocce anche se messa a massima pressione. Le si trovano in qualsiasi agraria specializzata.Altrimenti il metodo rudimentale perfetto è l'irrigazione a mano con la gomma, ben ricordando però CHE LE PIANTE VANNO IRRIGATE LONTANO DALLA BASE DELLA PIANTA SENZA BAGNARE FOGLIE E FRUTTI.


***appunto per chiunque voglia costruirsi un suo semenzaio
con tavole e chiodi:
E' semplicissimo fare un semenzaio base con pochissimi euro.
Bastano poche tavole di legno in pino(tra le meno costose), impregnante per legno idrorepellente, un pennello, chiodi e martello e una rete antizanzare.
Cotruite una base con le tavole e poi fate le pareti costruendo una semplicissima cassa delle dimensioni che preferite ma di forma rettangolare.
Fate in modo che le tavole dei lati piu stretti partano un cm o due dalla base in modo da lasciare uno spazio di scolo. Inchiodate tre tavole sul fondo della cassa: una centrale e due ai bordi.
Impregnate tutta la cassa con l'impregnante idrorepellente e poi inchiodate o incollate la rete antizanzare sul fondo tenendola tesa sulle tre tavole. Spargete di terriccio(o di substrato che preferite) il fondo per almeno qualche cm di terra e piantate i semi. .
Poi se siete bravi in carpenteria o comunque avete una buona mano per i lavori manuali potete fare molte varianti come un tettuccio reclinabile in plexiglas, varie sezioni interne e decine di altre cose che preferite ma quella classica è quella appena illustrat
Concimazione:Gli elementi fondamentali offerti al terreno durante la concimazione sono la sostanza organica, il fosforo, il potassio e l'azoto e composti minerali inferiori(rame, bario,calcio ecc).
Esistono libri interi dedicati solo alla pratica della concimazioni, con interi formulari sulle cariche elettriche degli ioni legati alla particelle del terreno e cose cosi:Formule chimico\fisiche,formule chimiche, formule fisiche, formule matematiche sulla distribuzione e altri accidenti per il cervello totalmente inutili per chiunque voglia limitarsi a un suo orticello.
Quindi le cose fondamentali sulla concimazione ve le illustro subito:
Concimazione di fondo, è quela che viene fatta prima di impiantare una coltura, inutile per chi legge queste pagine.
Concimazione ordinaria: la concimazione ha delle cose principali che dovete sapere.
La pianta non assorbe mai gli elementi vicino al tronco perchè le radici si espandono quasi sempre lontano dal tronco e le parti che riescono ad assorbire grazie ai peli radicali sono sempre distanziate dal fusto qualsiasi pianta sia, erbacea o arborea.
Quindi senza stare a studiare le schede tecniche di ogni singola pianta c'è un metodo molto semplice e brutale per capire dove concimare: dove la chioma si proietta nel terreno. Guardate la chioma dall'alto in basso e guardate dove sta in prospettiva sul terreno e li concimate,idem per le erbacee(o orticole) anche se in quelle si fa prima concimando intorno ai 15 cm di distanza dal fusto della pianta.
Gli elementi principali sono l'azoto, il fosforo, e il potassio.
Se guardate le schede tecniche di ogni singola coltura vedrete che ognuna ha bisogno di determinate proporzioni di concime minerale per ottenere il massimo, in generale c'è un concime consigliatissimo per quasi tutte le colture: il NitroPhosKa.
Se però volete inalberarvi nella concimazione perfetta per ogni singola pianta non dimenticate mai questo principio fondamentale:l'azoto si dilava, il fosforo e il potassio no.
Quindi se volete che il fosforo e il potassio siano raggiungibili normalmente dalla pianta dovrete sotterrarli un po' sotto terra in modo che il loro spostamento ionico sia ottimale.
Altre caratteristiche generali di questi elementi sono che se volete aumentare la massa verde delle piante senza dedicarvi a produzione fiorale e di frutti l'azoto è il vostro elemento.
Infatti l'azoto se in abbondanza induce la pianta a stress da sovrabbondanza di azoto che la spinge a produrre solo massa verde.
La sostanza organica(stallatico,dermazoto ecc) sono fondamentali per non impoverire il terreno quindi obbligatevi a usare anche questi per concimare il terreno malgrado il cattivo odore in special modo nel periodo estivo.
Per altre informazioni molto piu' specifiche non esitate a farmi domande, comunque sia se andate su wiki e digitate concimazione troverete tantissime informazioni, tra cui quelle specifiche e sulle formule matematiche e fisico chimiche di cui parlavo prima. Malgrado ciò devo ammettere che wiki almeno in questa pagina ha un po' fallito perchè le informazioni sulla concimazione sono molte di piu'.
Tra le voci correlate in fondo però trovate la cultura in idroponica che è una delle colture più belle che possano esistere

Diserbo e difesa da patologie vegetali:Sfrutto questo paragrafo solo per fare delle precisazioni.
Gli erbicidi sono di molte tipologie, e la loro tipologia varia in base al tipo di azione che hanno sopra la pianta. (Sistemici e non ) e su che tipo di piante riescono a fare danni fino ad ucciderle o ridurle.
Un erbicida è profondamente selettivo e quelli che potrete comprare senza il patentino che hanno i periti agrari e gli agronomi non sono assolutamente pericolosi per la salute, anzi spesso rischierete di trovare prodotti che neanche riescono a svolgere il loro dovere perchè non riescono a portare a morte le piante infestanti tanto sono deboli per renderli innoqui all'uomo e all'ambiente.
I prodotti fitoiatrici invece(quelli che servono a curare la pianta o a prevenire che venga attaccata) hanno bisogno di una precisazione ancora maggiore.
La gente è fissata comunemente che i prodotti fitoiatrici siano pericolosi e che ammazzino la gente perchè restano nella pianta e quindi si buttano a fiducia sul contadino sotto casa perchè convinti che sia più salutare di un prodotto proveniente da aziende che usano tali prodotti.
Ci sono però tantissime direttive, anche comunitarie, che regolano questa materia che danno la più totale sicurezza al consumatore in quanto a salubrità del prodotto acquistato. Questo perchè i singoli prodotti usati hanno un periodo di latenza in cui obbligatoriamente l'agricoltore non può raccogliere i prodotti del suolo soggetti a tali trattamenti chimici.

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Innesto

>> martedì 28 ottobre 2008


L'innesto è una delle tecniche botaniche più difficile che esista a livello agricolo. Ci vuole occhio e una buona tecnica perchè venga fatto senza far morire le porzioni di pianta innestate.
Dipende dall'affinità delle piante da innestare che più è bassa meno sono le possibilità di riuscire a far sopravvivere l'innesto.
I vari tipi di innesto sono:


Gemma, occhio o scudetto. Si pratica prelevando dalla pianta madre un pezzo di corteccia portante una gemma a forma di scudetto, quadrato o anello, che viene inserito sotto la scorza del soggetto previo idoneo taglio a T.
A zufolo. Variante del precedente con il nesto formato dall'intero anello di corteccia portante la gemma, praticando il taglio longitudinale dalla parte opposta della gemma.
Per approssimazione. Pratica realizzabile solo tra piante contigue, in quanto si deve asportare un tratto di corteccia ad entrambi i soggetti, per mettere allo scoperto i rispettivi cambi che dovranno combaciare con esattezza.
A corona. Viene tagliato all'altezza desiderata il soggetto 'in succhio' in modo che la corteccia si stacchi dal tronco facilmente, si appuntiscono una o più marze legnose dotate di alcune gemme, inserendole con varie tecniche in un taglio verticale, tra la corteccia e il tronco del soggetto.
A cella. Le marze di piccole dimensioni vengono poste in una celletta scavata nel tronco.
A spacco. Si prepara il soggetto 'dormiente' capitozzandolo e effettuando la spaccatura con opportuni attrezzi, si inseriscono poi due marze alle estremità dello spacco per far combaciare le zone rigeneratrici.
A linguetta (o spacco inglese). Precondizione è avere soggetto e oggetto dello stesso diametro, si utilizza una guida da tavolo, dove si introducono marza e soggetto, e praticando simultaneamente un taglio inclinato del 28-32*% , successivamente si esegue l'incisione a linguetta sulle due parti incastrandole perfettamente tra loro.
A sella. Si recide il soggetto con un taglio obliquo, si toglie anche una striscia di corteccia e alburno con un taglio obliquo longitudinale, preparando la marza in modo che combaci perfettamente.
A ponte. Utilizzato per risanare tronchi o rami, di esemplari rari o di grande pregio, che hanno perduto in una zona la quasi totalità della corteccia per traumi o fitopatie, si effettua con un rametto o un pollone che funge da ponte tra le parti sane.
Citazione da wikipedia.

E sempre da wikipedia:
Un innesto importante è il "doppio spacco inglese". Usato principalmente innesti-talea delle viti sottoposte a forzatura. Ma impiegato anche su altri fruttiferi con buoni risultati. In genere si pratica su rami di un anno. Esecuzione: sull'internodo del portinnesto si pratica un taglio netto a 45°; Su questo taglio, a partire dai 2/3 superiore si pratica un secondo taglio a scendere quasi parallelo al precedente fermandosi appena oltre la meta del ramo (Si sarà formata un sorta di linguetta). La marza formata da n rametto circa della stessa dimensione portante una o due gemme viene tagliato alla stessa maniera in modo da fare entrare la linguetta della marza sotto alla linguetta del portinnesto. L'incastro che si forma è molto stabile. Se saranno rispettate tutte le condizioni fisiologiche l'attecchimento è molto alto.
Gli scopi principali della pratica dell'innesto sono:
Diffondere rapidamente nuove varietà o cultivar non ancora fissate
Fornire un portinnesto vigoroso a specie o varietà deboli
Nelle produzioni commerciali per sostituire rapidamente una varietà con un'altra più remunerativa
Incrementare o ridurre lo sviluppo di alcune piante
Permettere la sopravvivenza di determinate piante in ambienti non idonei
Provocare lo sviluppo di rami nelle parti dell'albero che ne sono sprovviste per varie cause
Il coltello da innesto è uno strumento fondamentale.

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Margotta


Questa tecnica è l'inverso della propaggine. Mentre in quest'ultima si porta il ramo a terra, nella margotta si porta la terra al ramo.
Per fare la margotta classica bisogna incidere la corteccia del ramo tutto in tondo in due linee parallele. Attenzione sempre a non andare più a fondo della corteccia.
Si fa poi un taglio ad unire le due linee parallele e partendo da quello si toglie la porzione di corteccia intaccata.
Dopodichè basta mettere del terriccio universale(meglio se si ha anche del muschio mescolato assieme, oppure la perlite è un'altro ottimo elemento da unire al terriccio) in un sacchettino ed avvolgerlo attorno al taglio in modo che aderisca e chiudere il tutto con il fil di ferro plasticato o comunque lacci in plastica che facciano una buona tenuta senza cedere.
L'anno dopo avrete un ramo perfettamente radicato che potrete tagliare sotto le radici e avrete una pianta nuova.
Questa tecnica è perfetta per piante legnose e di difficile radicazione e vi permette di avere piante nuove già sviluppate e in la con gli anni e con una considerevole grandezza del fusto.
Le piante meno adatte a questa tecnica sono le conifere che difficilmente radicano per margotta.

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Propaggine


Vi sono vari tipi di propaggine.Il più classico, da cui poi si dipanano le altre tipologie con diverse varianti, consiste nello scavare una buca nel suolo vicino alla pianta, piegare un ramo bloccandolo con un fil di ferro ricurvo sulla base della buca e ricoprire questo ramo con un po' di terra. Coprire poi la buca con qualcosa che non faccia passare detriti o luce(un secchio una tavola,un sacchetto teso o quel che si preferisce).
Il ramo pero' deve avere un piccolo taglietto leggermente profondo e dato in traverso, mai verticale o orizzontale. Da quel piccolo taglietto, coperto dal terriccio che viene messo sopra, in circa un paio di stagioni cominceranno a nascere le radici. A quel punto quando saranno ben radicate, formate bene e sviluppate (aspettare anche se sembrano ben sviluppate non si sa mai) si può tagliare il ramo lasciando il nuovo pezzo di ramo con le sue nuove radici, libero di crescere come una pianta indipendente.
Questa tecnica è molto piu' lenta della talea, ma permette di evitare qualsiasi rischio di morte del pezzo di ramo poichè se la radicazione non va' a buon fine il ramo è comunque attaccato alla pianta madre e quindi non incorre verso la morte.
Altre tecniche di propaggine simili a quella principale sono quelle di fare un taglio cilindrico asportando solo la corteccia anziché fare un taglio leggermente più profondo. Questo è piu' adatto ai meno esperti perchè la sicurezza che il ramo non muoia è nettamente maggiore.

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Talea

>> lunedì 27 ottobre 2008


La talea è quella più semplice e diretta tra le varie tecniche di riproduzione delle piante. Non tutte le piante sono adatte a questa tecnica per la scarsa capacità di produrre radici, l'olivo ne è l'esempio più banale.
La talea consiste nel tagliare un piccolo ramo facendo un taglio obliquo. Togliere la maggior parte delle foglie vicino alla base di questo rametto e inserirlo nel terreno.
Ovviamente questa è la metodologia più brutale. Si consiglia invece un metodo più efficace e sicuro. Sbucciare leggermente la base di questo rametto togliendo la corteccia più esterna e inzupparlo di acqua, dopodichè passare il punto bagnato in una polverina di materiale inerte piu' ormoni dopo di chè inserirlo nel terreno. Questi ormoni chiamati auxine inducono il ramo a produrre radici, le quali appena cresciute e sviluppate renderanno il ramo una pianta vera e propria.
Un'altro tipo di ormoni si trova in forma liquida, piccole boccette il cui contenuto ormonale va diluito in un recipiente con dell'acqua e tenuto il ramo immerso per pochi secondi.
Questo metodo pero' lo sconsiglio fortemente ai non esperti perchè la diluizione deve esser molto precisa e anche il tempo di immersione della porzione di ramo.
In ogni agraria potete trovare queste auxine in prodotti che prendono il nome di Ormone radicante.
Un'altra variante è quella di inserire il rametto nella perlite anzichè nel terreno e dargli concime liquido diluito con acqua ma anche questa tecnica la sconsiglio ai non esperti.
Comunque sia un aspetto molto importante del taleaggio è quello dell'umidità relativa dell'aria.
Le talee infatti non avendo apparato radicale perdono velocemente l'acqua e seccano per via della aperture stomatiche che rilasciano l'acqua nell'aria la cui umidità relativa è più bassa di quella della camere stomatiche.
Per evitare questo problema bisogna mantenere l'aria costantemente umida e se si vuole fare un lavoro più o meno rudimentale basta bagnare costantemente terreno e talee evitando comunque di eccedere per non incorrere in infezioni micotiche.
Altra cosa che si puo' fare è legare un sacchettino(di quelli da congelatore classici,trasparenti) alla pianta in modo che la zona delle foglie instauri un certo microclima e quindi la pianta soffra meno per gli stress idrici.

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Micropropagazione



La micropropagazione si puo' fare solo in laboratori quindi niente di applicabile in casa propria ma inserisco il ritaglio fondamentale di un articolo di wikipedia a titolo informativo a chiunque interessi:
Micropropagazione
L'uso dei terreni di coltura con le cellule vegetali ha permesso ai ricercatori di studiare i cosiddetti calli, ammassi cellulari sdifferenziati propagabili in vitro all'infinito. Per ottenere i calli occorre innanzitutto espiantare delle cellule dalla pianta. A seconda della specie si preferisce scegliere tra:
- Punte di germogli;
- Foglie;
- Gemme laterali;
- Tessuto del fusto o delle radici;
- La pianta originale in questo processo non è distrutta.
Fondamentale è sterilizzare i tessuti prelevati, per evitare che la rapida crescita dei batteri presenti sulla superficie delle piante soffochi la crescita del callo; sminuzzando e trattando con cellulasi si libera il protoplasto, che dopo qualche ora inizia a ricostruirsi la parete (ovviamente se l'enzima è tolto dal medium). Fatta la nuova parete la cellula inizia a dividersi se sono presenti le giuste sostanze nutritizie (sali, zuccheri e vitamine) e tracce di ormoni vegetali. Inizieranno cosi a formarsi dei germogli, che potranno essere separati e trattati ancora con cellulasi per un nuovo ciclo di propagazione. Si possono ottenere calli sia da cellule somatiche che da cellule sessuali.
Attraverso il passaggio a protoplasto, le cellule tessuto-specifiche della pianta si differenziano in cellule totipotenti, capaci cioè di esprimere qualsiasi parte della loro informazione genetica. Questa caratteristica, insieme alla capacità di formare stipiti cellulari immortali, differenzia le cellule vegetali da quelle animali. Ogni cellula di un callo può rigenerare l'intera pianta da cui è stata isolata in due modi principali:
1) Embriogenesi somatica: dal callo origina un embrione, che si sviluppa poi in pianta adulta (per esempio la carota);
2) Organogenesi somatica: dal callo si rigenera un organo, di solito foglioline, ed in seguito il resto della pianta (per esempio il tabacco).
In entrambi i casi la crescita in vitro avviene nei Fitotroni, celle climatiche sterili in cui temperatura, umidità e ciclo luce-buio sono controllati e programmabili. Con l'embriogenesi somatica si possono incapsulare gli embrioni vegetali di certe specie (come carote, sedano e pomodoro) per ottenere semi artificiali. Una parte importante spetta agli ormoni vegetali, il cui ruolo è stato scoperto proprio grazie all'analisi del comportamento delle cellule in coltura; la produzione di radici è controllata dalla classe di ormoni Auxine, mentre le Citochinine regolano la crescita dei germogli e quindi del fusto. Li si può usare come induttori nelle talee e margotte.
È evidente quindi che queste tecniche di micropropagazione permettono di generare moltissime piante, anche milioni, nel giro di pochi mesi. Inoltre si ha la possibilità di evitare che si formino piante infette semplicemente usando tessuti meristematici o prelevando tessuti in zone sane della pianta e coltivando in presenza di antibiotici ed antivirali.

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