Coriandolo

>> mercoledì 24 dicembre 2008

Il coriandolo è una pianta molto usata sia in oriente che in europa fin dall'antichità per le proprie proprietà curative.
Dai semi rivestiti di zucchero prendono nome gli odierni coriandoli usati nel periodo di carnevale.Questa pianta inoltre ha la caratteristica di possedere delle foglie che se sfregate emanano l'odore acre e pungente della cimice insetto dal quale deriva il nome di questa pianta dal greco antico.

Portamento:E' una pianta erbacea annuale con radice a fittone sottile e poco ramificata; il fusto, alto fino a 60 cm, è ramificato nella parte superiore.

Foglie:
Le foglie basali hanno un lungo picciolo e variano nella forma da quasi intere con il margine appena diviso , a divise in tre foglioline dentate. Le foglie superiori sono bi o tri pennatosettate con lobi lineari.

Fiori:L'infiorescienza è formata da ombrelle composte di cinque-dieci peduncoli, ciascuno dei quali porta da quattro a dodici fiori; i petali sono bianchi o rosa carnicino, piccoli nei fiori interni e molto piu' grandi, talvolta parzialmente divisi in due, in quelli situati alla periferia dell'infiorescienza.

Frutti:
Il frutto è formato da due acheni piano-convessi che uniti insieme formano un frutto subsferico con delle sottili costolature che vanno dal polo superiore a quello inferiore.


La droga:
I frutti

Quando si raccoglie:
Si raccolgono le ombrelle appena tendono a maturare e si recidono insieme al loro peduncolo

Come si conserva:
Le ombrelle, riunite in mazzetti, si appendono in un luogo ombreggiato; quando sono ben secche si battono su un foglio di carta per separare i frutti dai peduncoli che li sostengono; si conservano in recipienti di vetro.

Proprietà della droga:

Aromatizzanti, aperitive, digstive, antispasmodiche, antisettiche.

Principi attivi:
olio essenziale, mucillagini, tannini.
La pianta del coriandolo non ha un odore piacevole, mentre i suoi frutti essiccati, che ne costituiscono la droga, hanno un aroma fresco e gradevole.
I frutti del coriandolo vengono utilizzati in molte ricette di origine orientale.
Le caratteristiche salutari del coriandolo sono quelle di favorire i processi digestivi, eliminare i crampi allo stomaco e il mal di testa dovuto a cattiva digestione.

Uso interno:

Infuso:2g in 100 ml di acqua. Uno o 2 cucchiaini dopo i pasti.
Tintura: 20g in 100 ml di alcool di 60°(a macero per 5 giorni).Cinque dieci gocce su zucchero o acqua all'occorrenza
Tintura vinosa: 2 g in 100 ml di vino(macero per 5 giorni. Un bicchierino dopo i pasti all'occorrenza.

Tecniche di coltivazione:

Sul territorio Italiano la coltivazione del coriandolo non presenta difficoltà di coltivazione ed anzi è una pianta che si presta bene alla coltivazione poichè non richiede cure eccessive ed è di facile germinazione e sviluppo.
La pianta può essere seminata in qualsiasi periodo dell'anno ma per la raccolta dei semi la pianta deve essere seminata nel periodo primaverile.
Le temperature adatte per la semina di questa pianta devono essere superiori ai 22 °c e la profondita del seme deve essere di circa 2 cm al suolo, infatti malgrado tolleri la semina sul sodo, rischia di avere una cattiva germinazione.
Le file delle piante devono essere distanti tra loro di circa 50 cm perchè questa pianta si sviluppa molto e se le distanze sono inferiori vi è il rischio di dover procedere al diradamento.
Il terreno migliore è quello molto soleggiato e sciolto e soprattutto non umido.
La germinazione avviene in pochi giorni, mediamente dai 7 ai 10.
Il momento della raccolta è mediamente quando le piante hanno raggiunto l'ingiallimento della parte fogliare.
Le foglie invece possono essere raccolte tutto l'anno.
Piccole attenzioni culturali: E' buona norma evitare di seminare il il coriandolo vicino al finocchio perchè il finocchio viene indebolito dalla presenza del coriandolo e stenta la propria crescita, al contrario dell'anice che invece apprezza molto la vicinanza del coriandolo.

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Torno a scrivere

Non so quanto io possa essere seguito quando scrivo di botanica ed agraria, ma ultimamente ho preso una pausa per impellenti quistioni amorose.
Chiedo scusa a chi legge e informo che da oggi riprendono gli articoli.
Un saluto a tutti e tanti auguri di buon natale.

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Conche in legno

>> domenica 30 novembre 2008

Ecco una cosa simpatica anche se leggermente laboriosa che chiunque abbia un giardino puo' crearsi per abbellire.
Servono dei tronchi di legno abbastanza stagionato e piuttosto larghi di diametro.
Divideteli a metà (solitamente lo si fa con una mazza e le subbie). Adesso avrete un tronco che dovrete svuotare. Tagliate sui lati il bordo per almeno due o tre centimetri e questi due pezzi li userete per “richiudere” il vaso sui bordi dopo averlo svuotato.
Fatto questo passerete al passaggio più fastidioso. Svuotare il tronco in modo da renderlo cavo.
Il modo migliore sarebbe svuotarlo pazientemente piallando piano piano la superfeice ma va bene anche segare il tronco a fette sottili da poi far saltare con colpi di subbia e martello.
Quando avrete ottenuto un tronco abbastanza cavo da contenere una buona dose di terriccio, inchiodate sui bordi(od incollate con la colla vinilica da legno) le due “fette” di tronco tagliate precedentemente.
Ecco prodotta la vostra conca in legno.
Con dei rami sottili ma robusti potrete poi costruire la base di appoggio per questa conca inchiodandoli nella posizione migliore per rendere il tutto stabile.

Buon divertimento e buon lavoro.

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Patate alla greca

>> giovedì 13 novembre 2008

Tempo di preparazione: 15'
Tempo di cottura: 50'

Dosi per 4 persone:

500 g di patate
400 g di pomodori pelati, privati di semi ed affettati
2 dl di acqua
75 g di olio di oliva
1 spicchio d' aglio tagliato in fettine sottili
1 presa di maggiorana in polvere(o un ciuffetto fresca)
3 cucchiai di prezzemolo tritato finemente
sale
pepe

Preparazione:
Sbucciare le patate e tagliarle a fette rotonde non troppo spesse,mettendole man a mano in acqua fresca onde evitare l'annerimento.
Scolarle, asciugarle, e poi sistemarle in una teglia unta d'olio e cospargerle con maggiorana e prezzemolo, quindi coprirle con le fette di pomodoro.
Spolverare la superficie con sale, pepe ed aglio a fettine.
Versare sul tutto l'acqua e far cuocere per circa 50 minuti.
Servire il piatto caldo o tiepido, sia come portata singola che come contorno a secondi piatti.
Vini consigliati:
Frecciarossa rosato a 15°C. merlot d'aprilia a 17°C

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Aiuole banali? Non più, grazie

Non volete più delle aiuole circondate dai soliti sassi o muretti? Ecco come risolvere il problema.
Spesso le canne di bambù vengono tagliate perchè molto invadenti e rovinose per l'assetto del terreno rovinato dalle loro radici.
Vediamo di trovare un modo banalissimo per sfruttarle.
Tagliate le canne di bambù in segmenti che vanno da nodo a nodo(internodo) a lunghezze diverse.
Preparatene fino all'occorrenza.
Le migliori sarebbero le grandi canne di bambù perchè rendono più gradevole e facile il lavoro.
Dopo aver preparato tutti i segmenti piantateli nel terreno con una mazzetta o un martello con le loro varie lunghezze fino a formare una armoniosa salita e discesa come piccole e lunghe onde tutto attorno alle piante che volete “recintare”.
Questo è un modo molto carino per fare delle aiuole diverse da quelle classiche in muratura, pietra o con le reti. Inoltre la canna di bambù è una pianta molto resistente all'umidità quindi non ci sono rischi di facile marcescienza.
Altre varianti possono essere quelle di lasciare le canne tutte alla stessa altezza o sfalsate irregolarmente o in qualsiasi altro modo vi dica la fantasia.
Buon divertimento.

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Un quadro "legnoso"

Volete un quadro originale oltre che bello e naturale?
Basta munirsi di piccoli rami, di una sega e colla vinilica.
Tagliate i rami con tagli tutti distanti in egual modo tra di loro in modo da avere tante piccole rondelle di legno egualmente alte.
Dopo questo passaggio procuratevi una tavola abbastanza robusta ma leggera e della dimensione che preferite e incollateci sopra tutte queste “rondelle”.
Per rendere il tutto più armonioso potete anche dare mani di coppale od impregnate su alcune rondelle in modo che i pezzetti di legno abbiano colori differenti, creando così dei disegni a vostra scelta, come spirali, quadrati cerchi ecc.
La colla che vi consiglio con tutto il cuore è la vinilica multisuperficie o da legno.
Sembra poco adatta perché è lenta a seccare ma quando ha finito di farlo ha una resistenza tremenda e incolla benissimo, ve lo assicuro.
Altre cose che si possono fare possono essere quelle di incollare sui bordi del quadro rametti stretti e lunghi e magari con qualche nodo in modo da formare una specie di cornice molto graziosa.
Buon divertimento.

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"Giardiniere casalingo"

>> sabato 8 novembre 2008

Cosa serve a un buon giardiniere nella propria dimora verde?
Ecco un piccolo elenco degli attrezzi basiliari che servono a chiunque voglia cimentarsi nelle magnifiche esperienze del verde.

Zappetto a lama quadrata:
Questo tipo di attrezzo puo avere lama singola o avere anche la bidentatura sul lato opposto alla lama.
Serve essenzialmente per scavare nel terreno. La forma della lama serve a fare buche più o meno squadrate. Bisogna ricordarsi che ,con questo tipo di lama, il terreno tagliato risulta essere più compatto se argilloso e sarebbe buona norma "grattarlo" leggermente per favorire la crescita radicale tra le pareti della buca.

Zappetto a lama cuore: Questo tipo di attrezzo puo avere lama singola o avere anche la bidentatura sul lato opposto alla lama.Segue gli stessi principi di quello a lama quadrata ma fa buche meno squadrate e lascia il terreno meno compatto.

Pianta bulbi: Questo attrezzo, come si può immaginare dal nome, si usa per piantare i bulbi nel terreno. Ve ne sono di vario genere e di vari prezzi, alcuni tipi sono anche automatici. Questo attrezzo infatti taglia il terreno formando un buco adatto per il contenimento di un bulbo, il quale dopo essere stato depositato sul fondo della buca, può essere ricoperto premendo il manico del pianta bulbi che rilascia la carota di terreno.

Forbici da erba: Forbici con lame lunghe e molto taglienti adatte a tagliare l'erba. Le si usa per tagliare l'erba in zone poco raggiungibili dai grandi tosa erba come vicino ai sassi da giardino, sui bordi delle zone lastricate o lungo i bordi delle case.
Vi sono anche elettriche con delle lame a incastro simili ai tagli capelli ma ovviamente più grandi con lame in acciaio forti e robuste.

Forbici per potare:
Forbici molto robuste che servono a tagliare rami più o meno spessi delle piante. Alcuni tipi hanno dei manici rotanti che assecondano il movimento della mano durante la chiusura della lama per evitaqre la formazione di calli e dolori per il lungo utilizzo.

Estirpatore:
Attrezzo con una o più lame dentate(comunemente tre e sistemate come fossero un rastrello) che serve a smuovere il terreno e estirpare le erbe infestanti.

Trapiantatore stretto o largo: Paletta piccola utilizzata per i trapianti,molto comoda per la sua forma concava.

Forchetta tridente: Manicata e dalla forma della paletta ma con tre denti al posto della lamina. Utile per perforare o smuovere il terreno. Anche utilizzata per rompere il pane delle radici prima dei trapianti per evitare di tagliare le radici con un taglio secco e netto.

Tranciarami:
Forbici più grandi di quelle comuni, con lame più grosse e forti e soprattutto con manici molto lungi in modo da aumentare la foza applicata sul ramo da tagliare.

Foraterra: Come il pianta bulbi serve a perforare il terreno ma senza l'opzione di rilascio terreno e soprattutto ha la punta conica.

Rastrello:
Di varie forme e lunghezze ha più o meno denti rigidi. Lo si usa sia per raccogliere l'erba e foglie che per smuovere il terreno o raccogliere sassi.

Scopetta o rastrello morbido:
Anche questo come il rastrello normale è di varie grandezze ma ha i denti morbidi. Questo lo si usa per raccogliere le foglie, erba tagliata ecc.

Rincalzatore: Attrezzo con due lame inclinate la cui applicazione consiste nello spingerlo tra le file di ortaggi per togliere il terreno allontanatosi dalle file di piante e spingerlo sulle file di piante rincanzandole.

Pala: Conosciuta da tutti è uno degli strumenti basiliari del giardinaggio assieme al rastrello e alla vanga.
Al contrario della vanga ha la forma squadrata e non è solo leggermente ricurva sui lati.

Vanga: Serve per tagliare il terreno sprofondandoci dentro prima di rialzarlo, è di forma appuntita e abbastanza arcuata.

Sarchiatore: Una lama orizzontale attaccata ad un manico che si utilizza spingendola o attirandola a se orizzontalmente sul suolo. Serve per eliminare le erbacce.

Forca: Strumento tridentato con i denti lunghi che viene utilizzato per rivoltare l'erba lasciata ad essiccare o per smuovere grandi gruppi di erba e\o fieno.

Borsa porta attrezzi: Borsa utilizzata per contenere gli attrezzi da giardino. Spesso contiene lacci a strappo in cui inserire anche oggetti grandi come palette,zappette ecc.

Filo verde:
Filo metallico coperto da un film di plastica che serve per legare le piante a supporti o per legare due o più rami tra di loro.
La protezione in plastica serve, oltre che per migliorarne la sicurezza per le mani, anche per evitare che la pianta venga incisa durante la legatura.
Evitare di tenere questi fili sulle piante per periodi molto lungi senza mai allentarli perchè i rami crescendo li inglobano.

Rastrellino 5 denti: Come quello a tre denti ma ovviamente ne possiede cinque.

Grembiule:
Oltre che quelli in tessuto esistono quelli in plastica spessa e morbida che consentono di poter lavorare con acqua e terricci umidi senza il rischio di bagnarsi.Se molto lunghi possono essere usati anche per poggiarvi le ginocchia senza bagnarsi su terreni umidi o con erba con la rugiada.

Guanti: Molto utili in giardino sono di vario tipo. Dai piu' morbidi in tessuto ai più robusti in pelle.

Cintura portattrezzi:
Cintura da legare in vita con spazi dove inserire prodotti utilizzati nel giardinaggio e appositi lacci dove mettere gli attrezzi rigidi e ingombranti.

Coltello da innesto: Coltellino molto affilato e tagliente che serve per incidere le piante o per fare innesti motivo per il quale assume tale nome.

Motosega: Attrezzo molto importante solo per persone che hanno giardini con grandi alberi che hanno bisogno di potature intensive. Ne esistono di molti tipi e di varie potenze. Da tenere sempre presente che con questo attrezzo gli optional non sono mai troppi. Questo perchè avere delle protezioni per le mani in titanio o sicurezze per il serbatoio della benzina possono sempre fare la differenza nella scelta tra acquistarne una o lasciarla sullo scaffale.Ne esistono vari tipi anche in base all'alimentazione.

Cesoie: Grandi forbici che servono per tagliare le siepi. Molto operoso e faticoso usarle su grandi estenzioni.

Tagliasiepi o decespugliatore:
Come le cesoie ma elettriche o a combustibile. Hanno dei denti che si incrociano troncando i rami durante il taglio. Fare attenzione a non passare su rami troppo grandi se la potenza dell'attrezzo non è elevata o il materiale di cui è formato non è molto robusto.

Rasaerba: Classica macchina che serve per tagliare l'erba. E' sempre bene optare per la versione che comprende anche il cesto che serve a contenere l'erba tagliata.
Altrimenti risulta svantaggioso tagliare l'erba per poi rastrellarla.

Arieggiatori(soffiatori-aspiratori):
Macchinari molto leggeri, sia a benzina che a corrente, che vengono tenuti in mano durante l'utilizzo oppure legati alle spalle con un tubo direzionabile da poter tenere in mano.
Molti hanno sia la funzione aspirante che soffiante altri invece possono averne una o l'altra.
Con la versione aspirante molti possiedono anche un trituratore che riduce le dimensioni delle foglie e dell'erba aspirata direzionando poi il tutto all'interno di un sacco.

Compostiera: Contenitore in plastica,areato, in cui si gettano gli scarti della cucina, tagli di erba, sostanza secca, che dopo il periodo di decomposizione diventano sostanza organica da poter utilizzare nel proprio giardino.
Il fatto che sia areato permette che si abbia la normalissima decomposizione aerobica.
La quale non produce cattivi odori.In caso si produca cattivo odore bisogna accorrere e areare bene e smuovere le sostanze.
Un modo per migliorare e ottimizzare il processo della decomposizione è quello di aggiungere all'interno della compostiera i batteri appositi, i quali, si possono trovare in commercio nella agrarie.

Idropulitrice: Macchinario a cui si attacca una gomma collegata a un semplice rubinetto. Questo macchinario poi spinge l'acqua a una maggior potenza utilizzabile poi per pulire vialetti di pietra, cemento con pavimenti per allontanare materia organica, foglie, terra ed altro.


Rasaerba automatico: Un prodotto molto interessante che consiste in un tosaerba piccolo in cui si puo' programmare il proprio appezzamento di terreno.
Questo tosaerba adeguatamente programmato taglierà automaticamente l'appezzamento e si ricaricherà automaticamente con la luce solare.
E' un prodotto veramente interessante e consigliabile.

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Andate in vacanza e non volete abbandonare le piante al loro destino?Niente paura!!!

Se c'è un problema che affligge molte persone che hanno delle piante in casa è doverle abbandonare per le vacanze.
Sicuramente questo è un problema di minore rilevanza che un cane o un gatto, ma anche le piante hanno bisogno delle loro attenzioni e io sono qua per darvi qualche consiglio molto semplice.

Esistono in commercio molti prodotti per assolvere al problema della distrubuzione dell'acqua nei periodi di assenza dalle piante "casalinghe".

Dispensatori di acqua iniettati nel terreno, vasi appositi che rilasciano gradualmente l'acqua o gel che si degradano grazie ai batteri rilasciando acqua nel terreno.
Ma se volete risparmiare e non far soffrire le piante, ecco a voi un metodo tanto banale che non viene neanche da pensarci. Basta procurarsi questi semplici oggetti:
stoppini da lucerna e\o stuoia filtrante(si trova dai vivaisti), secchielli.

Per i vasi piccoli basta che mettiate un secchio pieno d'acqua coperto(per evitare l'evaporazione) in cui inserite fino al fondo(bloccandocelo ad esempio con un sasso) della stuoia filtrante o degli stoppini da lucerna ben bagnati, che inserirete anche nei vasi delle piante che volete tenere umide piantandoli bene nel terreno.
Per piante un con i vasi più grandi potete usare sempre questa stuoia filtrante che stavolta terrete stesa su una superficie impermiabile(pavimento in mattonelle ad esempio) e su cui poggerete i vasi; i quali assorbiranno l'acqua dalla stuoia per capillarità. Ovviamente anche in questo caso la stuoia deve essere collegata ad un secchio da cui attingere l'acqua da "trasportare" fino ai vasi.
Oltre che ai secchi da distribuzione di acqua sarebbe bene lasciarne anche altri nella stanza in modo che l'umidità dell'aria risulti essere abbastanza elevata evitando cosi' che le piante soffrano di stress idrici dovuti all'eccessiva evaporazione.
Buon divertimento.

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Cipolla



Amata e odiata per la sua fragranza questa pianta è una delle principali aromatiche che invadono la nostra cucina; sia come alimento base, che come aromatizzante, che come base per soffritti.

Portamento:E' una pianta erbacea perenne fornita di un grosso bulbo sotterraneo composto di numerose squame carnose bianche;il bulbo è avvolto da una tunicadi colore differente , a seconda della varietà, da gialla a violacea.Lo scapo fiorale, alto fino a un metro è fistoloso,cioè cavo all'interno e presenta un rigonfiamento nella parte inferiore.

Foglie:Le foglie sorgono tutte dal bulbo, sono più o meno cilindriche nella porzione basale e parialmente schiacciate in quella terminale. Al momento della fioritura le foglie sono normalmente secche.


Fiori:
I fiori sono riuniti in una infiorescenza ombrelliforme molto densa posta alla sommità dello scapo. Hanno sei tepali di colore variabile dal biancastro al porpora.

Frutti:Il frutto è formato da una capsula triloculare,divisa cioè all'interno in tre parti; alla maturazione questa si apre lasciando fuoriuscire i semi di colore nero lucente.


La droga:
Il bulbo

Quando si raccoglie:Il bulbo si raccoglie da maggio ad agosto, secondo le varietà, quando la parte aerea è quasi secca;eviare di raccogliere i bulbi da piante che hanno fiorito poichè sono quasi completamente svuotati dei loro principi attivi.

Come si conserva:I bulbi si legano in mazzi oppure si riuniscono a formare delle trecce per mezzo delle foglie e si appendono in un luogo asciutto per la conservazione.

Proprietà della droga:
Diuretiche, ipotensive, antisettiche, vermifughe.
Principi attivi: Disolfuri allilicifruttosani, bioflavonoidi.
Le proprietà e le applicazioni della Cipolla sono abbastanza note e non meritano di essere particolarmente trattate.
La cipolla cruda è un ottimo diuretico, disinfeta l'intestino, contribuisce ad abbassare la pressione sanguigna e il tasso di glucosio nel sangue. Il succo è utile per netraulizzare le punture di insetti e ragni.
Uso interno: Come diuretico
Decotto:3g in 100 ml di acqua.A tazze e tazzine possibilmente lontano dai pasti
Tintura: 20g in 100 ml di alcool di 70°(a macero per 5 giorni)
Tintura vinosa:5g in 100 ml di ino bianco(a macero per 5 giorni)
Uso esterno; succo:applicare qualche goccia sulla parte interessata.

Tecniche di coltivazione:
La cipolla ha bisogno di un terreno fresco, umido e senza ristagni di acqua per evitare la marcescienza del bulbo.In base alla qualità di cipolla variano le ore giornaliere che essa deve stare sotto al sole.Questa differenza di luce giornaliera varia in base alle cultivar:se sono precoci hanno bisogno di 12 ore al giorno per bulbificare, se sono tardive invece ne richiedono 16.Le cultivar intermedie avranno bisogno di valori di luce intermedi tra questi due valori.
Per migliorare la bulbificazione bisogna tenere presenti alcuni parametri oltre al rispetto delle ore di luce giornaliere. Quest parametri sono la quantità di azoto e fosforo e la temperatura.
Le cipolle per bulbificare bene hanno bisogno o di poco azoto, o di molto fosforo, o di un buon rapporto azoto\fosforo in favore del secondo. Riguardo alla temperatura invece basti ricordare che più la temperatura si alza maggiore è la velocità di bulbificazione delle cipolle.
Bisogna sempre ricordare che la cipolla deve mantenere queste caratteristiche ambientali per bulbificare bene, altrimenti stoppa la formazione del bulbo e ricomincia a produrre solo e soltanto foglie.
Alla fine del ciclo si ha la amturazione del bulbo e le foglie seccano o appassiscono.
Le cultivar raccolte hanno una dormienza variabile che permette loro di mantenersi per il consumo.
Quelle primaverili la hanno bassa o assente mentre quelle autunnali invece la hanno molto lunga.
La cipolla ha un apparato radicale molto superficiale e per questo motivo la concimazione bisogna che sia fatta nei primi 30 o 40 cm del terreno, il quale, deve essere ben lavorato.La cipolla inoltre per crescere ottimamente abbisogna di una temperatura che varia dai 20°C ai 25°C.Temperature basse come attorno agli 0°C o inferiori sono molto deleterie per questa pianta.
L'annaffiatura di questa pianta è bene che venga sospesa dai 15 ai 20 giorni prima della raccolta per una ottima maturazione del bulbo.

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Basilico

>> mercoledì 5 novembre 2008


Pianta le cui caratteristiche sono famosissime in ambito culinario.
E' inoltre riconosciuta anche per le sue caratteristiche afrodisiache.

Portamento:E' una pianta annuale con radice a fittone,il fusto è eretto, ramificato in alto, a sezione quadrangolare, alto fino a 50 cm.

Foglie:Le foglie ,opposte a due a due, sono picciolate di forma ovale o ovalo-lanceolata. Il margine è interrotto da piccoli denti distanti gli uni dagli altri. La superficie delle foglie è glabra e lucida.

Fiori:L'infiorescienza è formata da racemi in cui i fiori sono riuniti in verticilli .Ogni fiore è formato da un calice tubolare con il labbro superiore ampio e quello inferiore diviso in quattro piccoli denti.

Frutti:Sono quattro acheni ovali,di colore bruno scuro,quasi nero,racchiuso nel calice persistente.


La droga:le foglie e le sommità fiorite.

Quando si raccoglie:Le foglie si raccolgono da maggio a settembre. Le sommità fiorite si raccolgono da luglio a settembre tagliando il fusto due o tre foglie al di sotto dell'infiorescienza

Come si conserva:
Si essicca sia foglie che fiore in luogo all'ombra e ben areato. Si conservano in vasi di porcellano o vetro scuro, il sole va evitato assolutamente.

Proprietà della droga:
digestive antispasmodiche, aromatiche, antinfiammatorie.
Il principio attivo è l'olio essenziale. Questa piana viene utilizzata prevalentemente in cucina mediterranea, in particolare quella ligure.
Uso interno:per bocca o gola infiammata
infuso:6 g in 100 ml di acqua, fare sciacqui e gargarismi più volte al giorno.
Uso cosmetico: per ottenre un bagno aromatico ,tonificante e deodorante gettare un pugno foglie nell'acqua. Ovviamente è consigliabile mettere le foglie all'interno di un sacchetto di tela.

Tecniche di coltivazione:
Il basilico necessita di un clima caldo e soleggiato, mediterraneo o tropicale. Si può
coltivare anche in paesi temperati, sia in vaso che in piena terra.
Ha bisogno di essere tenuto in un luogo soleggiato almeno 5 ore al giorno durante il periodo produttivo. Luglio e agosto sono i due mesi migliori per la raccolta delle foglie che poi possono anche essere conservate in congelatore.
Preferisce un suolo fresco e ben drenato e una esposizione riparata dai venti o da agenti atmosferici negativi.
La propagazione è effettuata tramite semina e viene fatta in primavera, verso marzo-aprile. Se il clima è instabile la semina va fatta in serra o contenitori termostabili perchè deve avvenire ed essere mantenuta intorno ai 20 gradi.
Il trapianto verrà effettuato quando le temperature saranno attorno ai 20 gradi o maggiori e gli sbalzi termici tra giorno e notte non saranno eccessivi.

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Parmigiana veloce di zucchini

Tempo di preparazione: 20'
Tempo di cottura: 45'-50'

DOSI per 4 persone:
800g di zucchini
150g di mozzarella
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
20g di butto
1 scatola di pomodori pelati di circa 400g
1\2 cipolla tritata
4 foglie di basilico
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di olio di oliva
olio di semi per friggere
sale
pepe
Attrezzatura:
pirofila,carta assorbente da cucina, forno che raggiunge i 180°

Procedimento:
Lavate e asciugate gli zucchini, tagliateli a fette dello spessore di circa tre o quattro millimetri ognuna e fateli friggere nella padella in abbondante olio bollente.
Quando saranno uniformemente dorati,sgocciolateli con cura, passateli nella carta assorbente perchè perdano l'eccesso di unto e teneteli in caldo.
Fate soffriggere nell'olio d'oliva la cipolla e uno spicchio d'aglio spellato e pestato;appena la cipolla sarà dorata, togliete l'aglio e unite i pelati.
Rigirate con un cucchiaio di legno in modo da amalgamare i pomodori con la cipolla e fate cuocere per circa 10 minuti, poi salate e pepate la salsa.
Ungete leggermente la pirofila di olio e formate un primo strato con la salsa, quindi uno strato di zucchini fritti, su cui porrete altra salsa; spolverate di parmigiano, distribuitevi qualche foglia di basilico e qualche fettina di mozzarella.
Continuate così fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di mozzarella e parmigiano sul quale distribuirete il burro a fiocchetti.
Passate in forno già caldo per circa un quarto d'ora o fino a quando il formaggio sarà croccante e dorato in superfice.

Volendo, potrete sostituire la mozzarella con fette di formaggio fuso tagliate a pezzetti e i pelati in scatola con quattrocento grammi di pomodori maturi, pelati e privati dei semi o con 3 cucchiai di conserva di pomodoro diliuita in una tazza di acqua tiepida.

Vini consigliati: Lambrusco(Emilia) servito a 16°, Elba rosso(Toscana)servito a 16° , Falerio dei Colli Ascolani(marche)servito a 16°.

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Presentazione cucina


In questo blog nasce da oggi una nuova sezione.
Questa sezione sarà dedicata alla cucina e alle ricette.
Essendo un blog sulle piante, le ricette che inserirò saranno tutte vegetariane e vegane.
Poi in futuro aggiungerò anche ricette normali il cui contenuto è anche di verdura o frutta.
Spero che vi interessi questa parte di blog e che possa esservi utile. Buona lettura a tutti.

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Scacchiera aromatica



La scacchiera aromatica è abbastanza dispendiosa per chi deve comprare l'intero materiale ma puo' essere anche resa più economica comprando materiali alternativi.

Materiali:
Lastre di marmo\pietra\granito di forma quadrata,piante aromatiche,corteccia, terriccio, fertilizzante.

Realizzazione:
Rendere piano uno strato di terreno e eliminare dallo stesso sassi e piante.
Controllare che il livello sia omogeneo su tutta la superficie e cominciare a stendere le lastre.
Il passo successivo consiste nel creare una scacchiera della grandezza preferita intervallando le lastre con degli spazi vuoti.
All'interno degli spazi vuoti bisogna togliere il terreno quanto basta per depositarvi il pane delle piante aromatiche e inserivi il terriccio e le piante.
In questa operazione bisogna ricordarsi di lasciare almeno un paio di cm tra il il terrccio e la superficie superiore delle lastre poiché in quello spazio andrà messa la corteccia.Prima di inserirla pero' mettiamo una manciata di fertilizzante e annaffiamo bene.Dopo questa operazione possiamo aggiungere la corteccia,la quale
ha la funzione di evitare le piante infestanti, aiutare nel mantenimento dell'umidità, e di mettere in risalto la pianta aromatica.

Aggiunte possibili a questo progetto:
Passare una gomma della distribuzione a goccia lungo tutti i punti dove si trovano le piante aromatiche ed attaccarla ad un rubinetto.
In questo modo anziché annaffiare le piante basta aprire il rubinetto e si sprecherà meno acqua e si eviteranno molte malattie fungine dovute all'umidità.

Sistemare le piante aromatiche in base al tipo di fioritura, colore delle foglie e dei fiori ecc rendendo cosi' la scacchiera più piacevole esteticamente.

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Olivo


OLIVO(olea europea)
Famiglia: oleacee

Generalità:La longevità dell'olivo è proverbiale, tanto che si ritiene che molte piante oggi viventi in Palestina siano state testimoni del sorgere del cristianesimo. Questo perchè l'olivo ha la capacità di mettere nuovi germogli alla base del tronco e tale caratteristica gli permette di rinnovarsi praticamente all'infinito.
Caratteristiche botaniche:Le radici dell'olivo non spingono molto in profondità e rimangono pressappoco nei primi 50 cm del terreno con la tendenza a rimanere più superficiali nei terreni compatti dove l'areazione è troppo poco soddisfacente. L'espansione laterale dell'apparato radicale è ben sviluppata, spesso infatti le radici riescono a superare in ampiezza l'estensione della chioma.
Questo avviene quando i terreni sono poveri e aridi mentre in terreni freschi e pieni di sostanze nutritizie l'apparato radicale dell'olivo è piuttosto ridotto poiché la pianta tende ad ampliare molto il proprio apparato radicale solo se non riesce a trovare le sostanze per il proprio sostentamento.
L'olivo è una pianta sempreverde e le sue foglie che si rinnovano gradatamente in prevalenza nel periodo primaverile,hanno una vita media di 2 o 3 anni.Le foglie sono di consistenza coriacea, a margine interno, di forma ellittica o lanceolata di colore verde intenso sulla faccia superiore e argento-tomentose su quella inferiore.
I fiori, generalmente ermafroditi, poco vistosi, con corolla tubulosa, a 4 petali bianchicci, sono portati su infiorescienze a racemo dette mignole o migne che sorgono sui rametti dell'annata precedente e all'ascella delle foglie.
L'androceo è costituito da 2 stami portanti antere con 4 sacchetti pollinici, il gieceo è composto da un ovario biloculare , con corto stilo e uno stimma bifido largo e piumoso.
Il numero di fiori per migna è variabile e dipende da cultivar a cultivar ma in genere quelle da mensa ne possono contare da 10 a 25 mentre quelle da olio arrivano anche a 50\60.
Oltre ai fiori perfetti vi sono anche quelli errati:solo maschili, staminati, con pistillo abortito ecc e il rapporto tra fiori abortiti e perfetti varia da cultivar a cultivar.
Il numero dei frutti per racemo a completa maturazione è basso perchè si hanno vari effetti durante la produzione come l'aborto dell'ovario inizialmente e poi la cascola dovuta alla mosca dell'olivo, intemperie ecc.
Quasi tutte le cultivar dell'olivo sono autosterili, cioè l'apparato femminile non è capace di essere impollinato dal proprio polline.
Per fruttificare perciò hanno bisogno di altre cultivar a polline compatibile nella coltivazione e quindi nell'uliveto serve una buona dose di piante impollinatrici.
L'impollinazione è anemofila cioè non è dipendente dagli insetti bensì da agenti atmosferici cioè il vento.
Il frutto è una drupa carnosa di forma oblunga, con nocciolo osseo, monoseme. L'esocarpo(buccia) è sottile e delicato,aderente alla polpa che è ricca di olio.
Se i frutti sono di grossa pezzatura, hanno un basso rapporto polpa nocciolo e non sono adatte alla frangitura, quindi vengono utilizzate come olive da mensa.


Clima e terreno:
L'olivo è una pianta tipica dei climi temperati. Prospera ottimamente nelle zone di coltivazione adatte anche agli agrumi ma al contrario di quest'ultimi resiste molto meglio alle basse temperature.
La coltura dell'olivo è economicamente vatntaggiosa se effettuata in nei due emisferi tra il 30°e il 40° parallelo.
Essendo una pianta molto longeva l'olivo è capace di resistere a prolungati periodi di siccità.
Resiste male alle basse temperatura, infatti già soto i 9 gradi sotto zero percepisce gravi danni al tessuto.
Il clima marittimo è quello che piu' si addice all'olivo.
Nei climi troppo caldi l'olivo vegeta abbondantemente ma difficilmente fruttifica. Per queste ragioni la zona mediterranea, in particolare quella italiana e quella spagnola, è la più indicata per l'allevamento.

La giacitura dell'impianto è importante. E' preferibile quella con esposizione a levante in terreni leggermente declivi e ventilati.
Piogge prolungate durante la fioritura tendono a essere deleterie per quest'ultima poiché impediscono l'impollinazione.
I venti leggeri invece sono molto adatti perchè producono una ottima impollinazione.
Se il vento è eccessivo invece si hanno danni per la caduta fiorale e per l'elevato squilibrio idrico dovuto all'eccessiva traspirazione fogliare.
Il terreno migliore è quello argilloso calcareo e ben areato perchè l'olivo rifugge dall'umidità.
L'olivo vegeta anche ottimamente in terreni sabbiosi ma in questo caso ha bisogno di una buona concimazione minerale annuale e la possibilità di irrigazione.
Le qualità organolettiche della polpa del frutto unite alla sua consistenza dipendono fortemente dalle caratteristiche del suolo. Per questo motivo le olive da mensa devono esser ben controllate se la loro giacenza è in suoli poco adatti alla coltivazione.
Metodi di propagazione:I piu' adatti sono l'innesto, il pollone, talea e ovulo.
Questo perchè per colpa dell'eterozigosi la moltiplicazione per seme(oltre l'elevata durata) produrrebbe piante le cui caratteristiche agronomiche differiscono dalle altre in coltura annientando cosi' la qualità dell'olio.
L'innesti piu' usati sono quello ad occhio e a marza.
I soggeti su cui eseguire l'innesto possono essere piante selvatiche(oleastri) o piante seminate dai vivaisti(olivastri).I vivaisti usano solitamente gli olivastri messi in nestaio da un anno.
Sui soggetti grandi si puo' utilizzare anche l'innesto a spacco.
Il pollone è un vigoroso ramo che nasce alla base del ceppo. Se asportato dalla pianta d'origine e posto in terreno produce abbondanti radici avventizie. Da non confondere pero' con il succhione che è un tipo di ramo improduttivo che cresce sulla pianta.

La talea è possibile sull'olivo ma la si deve fare con rami lunghi almeno 50 cm e in la con gli anni. Minimo 4 o 5 anni.
L'ovulo non viene più utilizato da tantissimi anni ma consisteva nell'asportare una protuberanza che si forma sul tronco, solitamente alla base, che se rimesso in terreno produce radici formando un'altra pianta nuova e vegeta.
Da non confondere con i classici noduli dell'olivo dovuti alla tortuosa crescita della pianta.



Forme d'allevamento

questi scritti su wikipedia sono perfettamente spiegati.

La scelta della forma d'allevamento dipende essenzialmente da due fattori: le esigenze d'illuminazione e la meccanizzazione. L'olivo ha un portamento basitono, con rametti terminali patenti o penduli secondo la varietà e fruttifica nella parte più esterna della chioma, in quanto più illuminata. In ragione di questi elementi le forme d'allevamento proposte per l'olivo sono le seguenti.
1.Vaso. È la vecchia tipologia, ormai del tutto abbandonata negli impianti recenti a causa della tardiva entrata in produzione e degli oneri legati alla potatura e alla raccolta. Sopravvive ancora in vecchi oliveti non rinnovati.
2.Vaso policonico. È la forma che ha sostituito il vaso classico, più contenuta in altezza e con una geometria della chioma razionalizzata in funzione della produttività e dei costi della raccolta. Ha inoltre una maggiore precocità di entrata in produzione. La struttura è formata da 3-4 branche che sviluppano ciascuna una chioma distinta di forma conica.
3.Vaso cespugliato. Concettualmente è simile al precedente ma differisce per l'assenza del tronco, perciò le branche partono direttamente dalla ceppaia.
4.Palmetta. La struttura è costituita da un fusto che si dirama in tre branche orientate sullo stesso piano, una verticale, le due laterali oblique. Non ha avuto grande diffusione a causa degli oneri legati alla potatura.
5.Ipsilon. È una forma derivata dalla precedente ma più razionale per i principi che la ispirano. Lo scheletro è costituito da un breve tronco che si divide in due branche inclinate ed opposte, orientate secondo la direzione del filare. Come la precedente, è una forma poco diffusa perché non ha riscontrato grande successo e ormai si presenta come un sistema obsoleto e antieconomico.
6.Siepone. È una forma che asseconda molto il portamento naturale dell'olivo. Le piante hanno un portamento cespuglioso, con un breve fusto, e sono molto ravvicinate lungo la fila in modo da formare una vegetazione continua. Continua ad essere usata per la costituzione di barriere frangivento, in genere con cultivar assurgenti.
7.Globo. È concepita per proteggere il fusto e le branche dall'eccessiva insolazione. È uno dei sistemi più impiegati alle latitudini più basse dell'areale di coltivazione dell'olivo dove l'illuminazione eccessiva può rappresentare un problema.
8.Monocono. È il sistema più recente, concepito per l'uso delle macchine scuotitrici nella raccolta meccanizzata o meccanica integrale con macchine scuotitrici. È particolarmente adatto per oliveti meccanizzati di grande estensione. La forma di allevamento è quella che asseconda meglio il portamento naturale dell'olivo pertanto ha una precoce entrata in produzione.
9.Cespuglio. È una delle forme più recenti e s'ispira alla necessità di abbreviare i tempi di entrata in produzione e ridurre i costi della potatura e della raccolta. Si tratta di una forma libera ottenuta evitando gli interventi cesori nei primi anni.
10.Ceduo di olivo. È la forma più recente ancora in via di sperimentazione. L'innovazione consiste nel lasciar crescere liberamente le piante secondo i criteri adottati con il cespuglio ma senza eseguire la potatura di produzione. La chioma viene completamente rinnovata ogni 10 anni tagliando al piede le piante.
Principali cultivar:
Esistono tantissime cultivar, spesso ogni zona ne ha la sua che è la migliore e piu' adatta, ma quelle universalmente note sono queste:
Leccino frantoio moraiolo pendolino cellina coratina maiatica di ferrandina itrana(le ultime due sono a duplice attitudine cio' sia da olio che da tavola)
Per le olive da tavola le piu note cultivar sono: ascolana tenera, nocellara, sant'agostino, santa caterina


Raccolta: la raccolta può essere fatta vari gradi di maturazione in base all'uso che ne viene fatto.
Le drupe hanno un' epidermide molto delicata e bisogna fare attenzione a non rovinarle poiché le caratteristiche organolettiche dell'olio sono dovute ai polifenoli contenuti nella buccia dell'oliva.
La metodologia migliore è la brucatura, cioè la raccolta a mano delle olive. E' una tecnica dispendiosa e poco attuabile a livello industriale se non incorrendo in alti costi di gestione, ma è quella che permette il perfetto mantenimento delle olive evitandone ogni possibile rottura o schiacciamento.
I metodi meccanici sono i piu' disparati, dalla scuotitura della pianta con dei trattori all'uso dei pettini con cui raschiare le olive dalla pianta, sia manuali che a pressione con compressori e cosi' via.
Cosa fondamentale è evitare l'uso delle reti in cui le olive ristagnano rovinandone clamorosamente la qualità. Le olive appena raccolte devono passare il meno tempo possibile prima di essere frante al frontoio.
E' fondamentale non superare i 2 o 3 giorni tra raccolta e frangitura.

Frangitura: La frangitura ,come la raccolta, utilizza i piu' disparati metodi ma quello piu' consigliato pero' è uno soltanto. La frangitura a freddo è definita molitura ed è la migliore per mantenere tutte le caratteristiche dell'olio perfette.
Consiste in dei grandi rulli in granito o pietra che girano all'interno di un contenitore di forma di anello schiacciando le olive. L'effetto di spremitura non è tanto dovuto al peso di queste enormi ruote bensi' dal fatto che esse sono scalfite e permettono un perfeto rimescolamento della sansa. Dopo questo processo la sansa viene messa su dei dischi(solitamente in fibra di cocco o sintetica ed inerte) che vengono spremuti ottenendo un olio perfetto.
Gli altri metodi meccanici seppur piu' veloci e meno costosi rischiano quasi sempre di rovinare l'olio rendendolo di qualità nettamente inferiore anche se in base all'acidità e altre caratteristiche puo' essere considerato extravergine.
Gli oli migliori infatti,specialmente quelli dop, non solo vengono passati a spremitura a freddo ma anche non filtrati rendendoli ancora piu' piacevoli seppur piu' pesanti.

Caratteristiche dell'olio: Non vi starò spiegare le caratteristiche chimiche ed organolettiche perchè finiremmo nella chimica organica e non credo interessi a nessuno, basti sapere pero' queste cose fondamentali.
L'olio per essere di buona qualità deve essere a bassa acidità. Questa la si ottiene avendo olive a giusta maturazione, ASSOLUTAMENTE NON COLPITE DALLA MOSCA DELL'OLIVO,e utilizzando le sopra citate tecniche di spremitura.
Deve essere mantenuto in contenitori in vetro o coccio, mai plastica o acciaio inox malgrado li si usino maggiormente, non deve avere contatto con la luce quindi guai all'uso di bottiglie trasparenti(se volete il vetro va bene quello verde scuro) e deve avere il minor contatto possibile con l'aria o agenti esterni. Questo perchè l'olio ha la caratteristica di assorbire qualsiasi adore che ne possa corrompere la qualità.

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Anice

>> domenica 2 novembre 2008

L'anice è una pianta il cui utilizzo risale a molti secoli fa.Utilizzata sia in ambito cosmetico, che culinario che esoterico. Emana un piacevole profumo e risulta molto bella anche esteticamente seppur poco appariscente.

Portamento:
Pianta annuale, glabra o più spesso finemente pubescente, a fusto semplice, eretto, alto fino a 50cm.

Foglie: Le foglie basali, lungamente picciolate, sono tondeggianti, con la base a volte a forma di cuore, con il margine variamente dentellato.

Fiori: L'infiorescenza è formata da ombrelle con o senza brattee, composte da sette\quindici peduncoli, leggermente pubescenti, che sostengono dei piccoli fioricon petali bianchi.

Frutti: lunghi 3-5 mm, sono formati da due acheni ovoidali coperti da peli setolosi rigidi.

Quando si raccoglie: luglio\agosto, a maturità, recidendo tutta la pianta.

Come si conserva: Le piante recise si pongono a essiccare all'ombra, in mazzetti o in strati sottili. Quando sono ben secche si battono su di un telo e si setacciano per dividere i frutti dagli elementi estranei. Si conservano in vaso di vetro.

Proprietà della droga: aromatiche,aperitive,digestive, antispasmodiche.
Principi attivi: resine e olio essenziale contenente anetolo.
L'anice si usa in pasticceria e in liquoristica nei preparati medicinali.
In dosi opportune stimola l'appetito e ha funzione antisettica nel tessuto intestinale.
E' utile contro crampi intestinali e insonnia dovuta ad eccitazione nervosa.

Uso interno: I frutti
Infuso:1g in 100ml di acqua. Una tazza dopo i pasti principali.
Tintura:20g in 100ml di alcool di 70°, macerazione per 10 giorni. Dieci ,venti gocce per volta su zucchero o acqua zuccherata. Non superare le 50 goccie al giorno.

Tecniche di coltivazione:
Pianta prodotta mediante semina, in un periodo che comprende aprile e maggio. I semi vanno coperti leggermente con un terreno finemente lavorato.
Dopo la nascita(che impiega circa un mese) le piante crescono molto velocemente.
Togliere le piante infestanti e,ove necessario, estirpare le piante di anice in eccesso se la semina è stata troppo fitta.
Questa pianta mal tollera i terreni ombreggiati e\o soggetti ai venti.

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Aneto

Pianta molto bella, adorata anche dagli insetti impollinatori per le sue infiorescienze. Conosciuta per il suo aspetto, per il suo aroma e per le sue qualità fin dall'antichità, il cui utilizzo era abbastanza amrcato sia in cosmesi che in ambito farmacologico.

Portamento:E' una pianta erbacea annuale con odore pungente, fusto eretto, striato longitudinalmente,che puo' raggiungere e talvota superare il metro di altezza. La radice è sottile e fittonante.

Foglie:Glabre ,tripennatosette. Il picciolo si dilata alla base in una guaina che abbraccia il fusto. Le foglie superiori sono più piccole e la guaina è sessile.

Fiori:
L'infiorescenza è formata da ombrelle prive di brattee ed i fiori hanno 5 piccoli petali gialli.

Frutti:
Due acheni addossati uno all'altro ,percorsi nella faccia esterna da tre coste prominenti.
La droga:I frutti e la sommità

Quando si raccoglie:
La sommità si raccoglie in agosto quando i frutti non sono ancora maturi. I frutti si raccolgono recidendo l'ombrella in agosto\settembre poco prima della completa maturità.

Come si conserva:Si fanno essiccare sia frutti che la sommità disponendoli su un telo in luoghi areati evitando il sole diretto. Le sommità si tagliano in pezzi di pochi cm e i frutti si setacciano per mondarli dalle parti estranee.
Quando sono essiccati sia i frutti che le sommità vanno conservati in vasetti di vetro.

Proprietà della droga:
aromatiche, digestive, diuretiche, antispastich e,antiffiammatorie.
Principi attivi:tannini, resine, mucillaggini e olio essenziale.
Utile per le infiammazioni della bocca, aiuta la digestione, elimina i gas intesinali. Valido anche come diuretico. I frutti funzionano come antispastici attenuando dolori intestinali e vomito.
Gli infusi di aneto inoltre vengono usati per stimolare la produzione di latte e utilizzati anche come aromatizzanti nella cucina.
Uso interno:Per la digestione difficile e diuresi
infuso:2g in 100 ml di acqua. Una tazzina dopo i pasti
Tintura vinosa:3g in 100 m di vino bianco, a macero per 5 giorni. Un bicchierino dopo i pasti.
Uso esterno:
(i frutti) 4 g in 100 ml di acqua. Sciacqui 3 o 4 volte al giorno nella bocca. Si usa per le infiammazioni delle mucose in bocca.


Tecniche di coltivazione:

Questa pianta va seminata nel periodo primaverile su terreno senza bisogno di particolari attenzioni. Si usa seme fresco e su un terreno fresco, in una zona molto soleggiata.
Si irriga periodicamente evitando gli eccessi di acqua o la troppa secchezza del terreno.
L'aneto non è una pianta molto esigente: basta sarchiare il terreno dalle erbe infestanti, e diradare le piante quando raggiungono i 10\15 cm di altezza.

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Aglio

>> venerdì 31 ottobre 2008












Pianta imparentata con la cipolla, ha una origine incerta. Rinomata per alcune sue caratteristiche ad uso terapeutico, è strettamente legata al campo culinario. Molte ricette, specialmente del sud Italia, basano l'insaporimento proprio sull'aglio, ma anche in tantissime altre ricette non manca mai questo bulbo come componente in soffritti e sughi.

Portamento: E' una pianta erbacea perenne fornita di un bulbo che al termine della vegetazione forma dei bulbilli che sono i normali spicchi d'aglio

Foglie: Le foglie nella loro porzione basale sono saldate a tubo ed inguainano il fusto, mentre nella porzione libera sono piane e fistolose,cioè vuote nel loro interno. Sono large un cm e vanno assottigliandosi verso l'estremità.

Fiori: I fiori ,riuniti in una ombrella alla sommità dello scapo, sono racchiusi prima della fioritura in una brattea,detta spata che avvolge tutta l'infiorescienza.Sono provvisti di sei petali di colore biancastro.Cosa importante sono i bulbilli che a volte si trovano all'interno del fiore che cadendo producono nuove piante.

Frutto:
Il bulbo

La droga:
I bulbi

Quando si raccoglie: In estate quando la porzione aerea della pianta è secca

Come si conserva:
I bulbi si conservano normalmente senza bisogno di essere essiccati.

Proprietà della droga: Ipotensive, antisettiche, espettorali.

Principi attivi: Glucosidi, fitormoni.
All'aglio si attribuiscono molteplici proprietà. Le più valide e provate sono quella ipotensiva e quella di disinfettante intestinale.
L'aglio è anche stimolante della bile, inoltre aiuta contro i catarri dei fumatori e espettorati in generale.

Uso interno:

tintura:20g in 100 ml di alcool di 75°. Macerare per 10 giorni. Da dieci a 20 gocce su una zolletta di zucchero tre volte al giorno oppure in acqua zuccherata.
Sciroppo:10g di bulbi tritati e 20 ml di acqua si fanno macerare per 12 ore. Si aggiunge tanto zucchero fino a saturare(cioè finchè smette di sciogliersi). Dose: due cucchiai al giorno

Tecniche di coltivazione:

L'aglio è una pianta che si puo' riprodurre facilmente anche a livello casalingo.
Basta infatti prendere gli spicchi e piantarli ad una profondità che varia dai 5 agli 8 cm ricordandosi di tenere l'aglio a testa in su.

Quando si vuole annaffiare basta inumidire il terreno senza esagerare, inoltre bisogna ricordare che la pianta di aglio regge bene la siccità, anche una settimana o settimana e mezzo senza acqua. Oltre questo è bene non esagerare con l'acqua perchè si rischia di far marcire i bulbi se restano troppo umidi nel tempo.

La fertilizzazione dell'aglio si fa al momento dell'impianto usando concimi a lenta cessione o con stallatico ricordandosi di mescolare questi concimi assieme al terreno.

Per evitare malattie all'aglio è bene utilizzare degli insetticidi ad ampio spettro prima dell'inizio delle fioriture.
Si usano anche fungicidi ad ampio spettro prima dell'ingrossamento delle gemme.

bibliografia: le erbe,fabbri editori

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Tecniche generali di coltivazione

>> giovedì 30 ottobre 2008


Non mi dilungherò nello spiegare la preparazione di grandi appezamenti agricoli anche perchè se li aveste sapreste già bene come coltivarli, quindi mi dedicherò a spiegare le principali tecniche agricole che possono essere usate anche per coltivazioni di orticelli casalinghi.
Le principali fasi della messa in opera di una cultura sono:
Aratura, erpicatura, sarchiatura, rincalzatura.

Queste tecniche vengono effettuate in campo con vari macchinari attaccati ai trattori ma ritengo opportuno spiegarvi come possiate ottenere i medesimi risultati con strumenti casalinghi all'interno dei vostri orti.
Aratura: Viene fatta a scolmare o a colmare oppure in pari. Cioè mentre arate(zappate) il vostro orto procedete dalla metà dell'appezzamento verso l'esterno oppure dall'interno(dalla metà) verso l'esterno oppure in modo lineare(cioè da un lato all'altro).
A seconda dei casi ottenete condizioni diverse:a colmare lo ottenete rovesciando le zolle di terra verso l'interno dell' appezamento arato, a scolmare viceversa lo ottenete procedendo in modo opposto a quello appena descritto e in pari se rovesciate la zolla su se stessa.
Se lo fate a colmare l'acqua durante l'irrigazione defluisce verso l'esterno dell'appezzamento, a scolmare verso l'interno, e in pari invece si depositerà bene o male equamente su tutto il terreno arato.
L'umidità del terreno quando zappate(arate)deve essere ben bilanciata, ne troppo elevata ne troppo bassa, questo per evitare fatiche inutili e che il terreno si disponga in malo modo per le successive lavorazioni.
Erpictura:Una seconda lavorazione simile all'aratura ma meno profonda, assolutamente evitabile in orticelli lavorati a mano.
Sarchiatura: Serve a rompere la crosta del terreno e a frangizzollare(cioè rompere le zolle) se non si esegue l'erpicatura.Si passa un rastrello a denti duri sul terreno con una buona dose di forza rompendo le zolle e portando via sassi e erbe infestanti.
Rincalzatura: Consiste nel rincalzare il terreno attorno alle piante sviluppate onde evitare secchezza e soleggiamento delle radici, ma evitare sempre di esagerare e stare lontani dal colletto della pianta(la parte in basso poco sopra da dove partono le radici) per evitare una brutta malattia che è il marciume radicale del colletto.

Semina e trapianto:La semina segue una sua particolare formula G=N/(SxPgxPr) dove G è il totale dei grammi di seme per unità di superficie, N numero di semenzali desiderati per unità di superficie, S numero di semi in un grammo di sementi, Pg il potere germinativo e Pr la purezza delle sementi.
Ovviamente è a titolo informativo questo perchè simili formule le si usano per grandi estensioni e con l'ausilio di macchine seminatrici, a casa propria nel proprio orto la classica semina a mano è piu' che sufficiente.
La semina a mano consiste nel riempire il palmo della mano e con una leggera apertura della medesima spargere il seme al suolo in modo che risultino ben distribuiti i semi.
Altra cosa interessante è comprare o costruire degli appositi contenitori dove inserire un seme per buco di contenimento, contenente del terricio, in modo che ogni singolo buco abbia la sua piantina che poi verrà trapiantata in suolo.
Il trapianto stesso(fatto anche con piante comprate direttamente in questi dispenser come la classica lattuga) viene effettuato facendo file di buchi nel terreno arato .In seguito si passa alla messa in campo di queste piantine che poi vengono ricoperte da uno strato leggero di terra alla base della pianta stessa.In seguito a queste operazioni si attua una leggera pressione sul terreno\terriccio per unificare bene il terreno alle radici e per compattarlo.
Irrigazione:L'irrigazione è una delle pratiche fondamentali dell'agricoltura.
Ogni pianta ha la sua dose di acqua giornaliera ma comunque sia a livello generale l'acqua distribuita va sempre bene che bagni il terreno senza renderlo fangoso. L'irrigazione migliore è quella fatta la sera ma anche quella della mattina presto è ottima, basta che non venga fatta durante le ore calde estive.
L'irrigazione migliore è quella fatta a goccia cioè con delle gomme in cui si possono fare dei buchi dai quali l'acqua esce a gocce anche se messa a massima pressione. Le si trovano in qualsiasi agraria specializzata.Altrimenti il metodo rudimentale perfetto è l'irrigazione a mano con la gomma, ben ricordando però CHE LE PIANTE VANNO IRRIGATE LONTANO DALLA BASE DELLA PIANTA SENZA BAGNARE FOGLIE E FRUTTI.


***appunto per chiunque voglia costruirsi un suo semenzaio
con tavole e chiodi:
E' semplicissimo fare un semenzaio base con pochissimi euro.
Bastano poche tavole di legno in pino(tra le meno costose), impregnante per legno idrorepellente, un pennello, chiodi e martello e una rete antizanzare.
Cotruite una base con le tavole e poi fate le pareti costruendo una semplicissima cassa delle dimensioni che preferite ma di forma rettangolare.
Fate in modo che le tavole dei lati piu stretti partano un cm o due dalla base in modo da lasciare uno spazio di scolo. Inchiodate tre tavole sul fondo della cassa: una centrale e due ai bordi.
Impregnate tutta la cassa con l'impregnante idrorepellente e poi inchiodate o incollate la rete antizanzare sul fondo tenendola tesa sulle tre tavole. Spargete di terriccio(o di substrato che preferite) il fondo per almeno qualche cm di terra e piantate i semi. .
Poi se siete bravi in carpenteria o comunque avete una buona mano per i lavori manuali potete fare molte varianti come un tettuccio reclinabile in plexiglas, varie sezioni interne e decine di altre cose che preferite ma quella classica è quella appena illustrat
Concimazione:Gli elementi fondamentali offerti al terreno durante la concimazione sono la sostanza organica, il fosforo, il potassio e l'azoto e composti minerali inferiori(rame, bario,calcio ecc).
Esistono libri interi dedicati solo alla pratica della concimazioni, con interi formulari sulle cariche elettriche degli ioni legati alla particelle del terreno e cose cosi:Formule chimico\fisiche,formule chimiche, formule fisiche, formule matematiche sulla distribuzione e altri accidenti per il cervello totalmente inutili per chiunque voglia limitarsi a un suo orticello.
Quindi le cose fondamentali sulla concimazione ve le illustro subito:
Concimazione di fondo, è quela che viene fatta prima di impiantare una coltura, inutile per chi legge queste pagine.
Concimazione ordinaria: la concimazione ha delle cose principali che dovete sapere.
La pianta non assorbe mai gli elementi vicino al tronco perchè le radici si espandono quasi sempre lontano dal tronco e le parti che riescono ad assorbire grazie ai peli radicali sono sempre distanziate dal fusto qualsiasi pianta sia, erbacea o arborea.
Quindi senza stare a studiare le schede tecniche di ogni singola pianta c'è un metodo molto semplice e brutale per capire dove concimare: dove la chioma si proietta nel terreno. Guardate la chioma dall'alto in basso e guardate dove sta in prospettiva sul terreno e li concimate,idem per le erbacee(o orticole) anche se in quelle si fa prima concimando intorno ai 15 cm di distanza dal fusto della pianta.
Gli elementi principali sono l'azoto, il fosforo, e il potassio.
Se guardate le schede tecniche di ogni singola coltura vedrete che ognuna ha bisogno di determinate proporzioni di concime minerale per ottenere il massimo, in generale c'è un concime consigliatissimo per quasi tutte le colture: il NitroPhosKa.
Se però volete inalberarvi nella concimazione perfetta per ogni singola pianta non dimenticate mai questo principio fondamentale:l'azoto si dilava, il fosforo e il potassio no.
Quindi se volete che il fosforo e il potassio siano raggiungibili normalmente dalla pianta dovrete sotterrarli un po' sotto terra in modo che il loro spostamento ionico sia ottimale.
Altre caratteristiche generali di questi elementi sono che se volete aumentare la massa verde delle piante senza dedicarvi a produzione fiorale e di frutti l'azoto è il vostro elemento.
Infatti l'azoto se in abbondanza induce la pianta a stress da sovrabbondanza di azoto che la spinge a produrre solo massa verde.
La sostanza organica(stallatico,dermazoto ecc) sono fondamentali per non impoverire il terreno quindi obbligatevi a usare anche questi per concimare il terreno malgrado il cattivo odore in special modo nel periodo estivo.
Per altre informazioni molto piu' specifiche non esitate a farmi domande, comunque sia se andate su wiki e digitate concimazione troverete tantissime informazioni, tra cui quelle specifiche e sulle formule matematiche e fisico chimiche di cui parlavo prima. Malgrado ciò devo ammettere che wiki almeno in questa pagina ha un po' fallito perchè le informazioni sulla concimazione sono molte di piu'.
Tra le voci correlate in fondo però trovate la cultura in idroponica che è una delle colture più belle che possano esistere

Diserbo e difesa da patologie vegetali:Sfrutto questo paragrafo solo per fare delle precisazioni.
Gli erbicidi sono di molte tipologie, e la loro tipologia varia in base al tipo di azione che hanno sopra la pianta. (Sistemici e non ) e su che tipo di piante riescono a fare danni fino ad ucciderle o ridurle.
Un erbicida è profondamente selettivo e quelli che potrete comprare senza il patentino che hanno i periti agrari e gli agronomi non sono assolutamente pericolosi per la salute, anzi spesso rischierete di trovare prodotti che neanche riescono a svolgere il loro dovere perchè non riescono a portare a morte le piante infestanti tanto sono deboli per renderli innoqui all'uomo e all'ambiente.
I prodotti fitoiatrici invece(quelli che servono a curare la pianta o a prevenire che venga attaccata) hanno bisogno di una precisazione ancora maggiore.
La gente è fissata comunemente che i prodotti fitoiatrici siano pericolosi e che ammazzino la gente perchè restano nella pianta e quindi si buttano a fiducia sul contadino sotto casa perchè convinti che sia più salutare di un prodotto proveniente da aziende che usano tali prodotti.
Ci sono però tantissime direttive, anche comunitarie, che regolano questa materia che danno la più totale sicurezza al consumatore in quanto a salubrità del prodotto acquistato. Questo perchè i singoli prodotti usati hanno un periodo di latenza in cui obbligatoriamente l'agricoltore non può raccogliere i prodotti del suolo soggetti a tali trattamenti chimici.

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Innesto

>> martedì 28 ottobre 2008


L'innesto è una delle tecniche botaniche più difficile che esista a livello agricolo. Ci vuole occhio e una buona tecnica perchè venga fatto senza far morire le porzioni di pianta innestate.
Dipende dall'affinità delle piante da innestare che più è bassa meno sono le possibilità di riuscire a far sopravvivere l'innesto.
I vari tipi di innesto sono:


Gemma, occhio o scudetto. Si pratica prelevando dalla pianta madre un pezzo di corteccia portante una gemma a forma di scudetto, quadrato o anello, che viene inserito sotto la scorza del soggetto previo idoneo taglio a T.
A zufolo. Variante del precedente con il nesto formato dall'intero anello di corteccia portante la gemma, praticando il taglio longitudinale dalla parte opposta della gemma.
Per approssimazione. Pratica realizzabile solo tra piante contigue, in quanto si deve asportare un tratto di corteccia ad entrambi i soggetti, per mettere allo scoperto i rispettivi cambi che dovranno combaciare con esattezza.
A corona. Viene tagliato all'altezza desiderata il soggetto 'in succhio' in modo che la corteccia si stacchi dal tronco facilmente, si appuntiscono una o più marze legnose dotate di alcune gemme, inserendole con varie tecniche in un taglio verticale, tra la corteccia e il tronco del soggetto.
A cella. Le marze di piccole dimensioni vengono poste in una celletta scavata nel tronco.
A spacco. Si prepara il soggetto 'dormiente' capitozzandolo e effettuando la spaccatura con opportuni attrezzi, si inseriscono poi due marze alle estremità dello spacco per far combaciare le zone rigeneratrici.
A linguetta (o spacco inglese). Precondizione è avere soggetto e oggetto dello stesso diametro, si utilizza una guida da tavolo, dove si introducono marza e soggetto, e praticando simultaneamente un taglio inclinato del 28-32*% , successivamente si esegue l'incisione a linguetta sulle due parti incastrandole perfettamente tra loro.
A sella. Si recide il soggetto con un taglio obliquo, si toglie anche una striscia di corteccia e alburno con un taglio obliquo longitudinale, preparando la marza in modo che combaci perfettamente.
A ponte. Utilizzato per risanare tronchi o rami, di esemplari rari o di grande pregio, che hanno perduto in una zona la quasi totalità della corteccia per traumi o fitopatie, si effettua con un rametto o un pollone che funge da ponte tra le parti sane.
Citazione da wikipedia.

E sempre da wikipedia:
Un innesto importante è il "doppio spacco inglese". Usato principalmente innesti-talea delle viti sottoposte a forzatura. Ma impiegato anche su altri fruttiferi con buoni risultati. In genere si pratica su rami di un anno. Esecuzione: sull'internodo del portinnesto si pratica un taglio netto a 45°; Su questo taglio, a partire dai 2/3 superiore si pratica un secondo taglio a scendere quasi parallelo al precedente fermandosi appena oltre la meta del ramo (Si sarà formata un sorta di linguetta). La marza formata da n rametto circa della stessa dimensione portante una o due gemme viene tagliato alla stessa maniera in modo da fare entrare la linguetta della marza sotto alla linguetta del portinnesto. L'incastro che si forma è molto stabile. Se saranno rispettate tutte le condizioni fisiologiche l'attecchimento è molto alto.
Gli scopi principali della pratica dell'innesto sono:
Diffondere rapidamente nuove varietà o cultivar non ancora fissate
Fornire un portinnesto vigoroso a specie o varietà deboli
Nelle produzioni commerciali per sostituire rapidamente una varietà con un'altra più remunerativa
Incrementare o ridurre lo sviluppo di alcune piante
Permettere la sopravvivenza di determinate piante in ambienti non idonei
Provocare lo sviluppo di rami nelle parti dell'albero che ne sono sprovviste per varie cause
Il coltello da innesto è uno strumento fondamentale.

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Margotta


Questa tecnica è l'inverso della propaggine. Mentre in quest'ultima si porta il ramo a terra, nella margotta si porta la terra al ramo.
Per fare la margotta classica bisogna incidere la corteccia del ramo tutto in tondo in due linee parallele. Attenzione sempre a non andare più a fondo della corteccia.
Si fa poi un taglio ad unire le due linee parallele e partendo da quello si toglie la porzione di corteccia intaccata.
Dopodichè basta mettere del terriccio universale(meglio se si ha anche del muschio mescolato assieme, oppure la perlite è un'altro ottimo elemento da unire al terriccio) in un sacchettino ed avvolgerlo attorno al taglio in modo che aderisca e chiudere il tutto con il fil di ferro plasticato o comunque lacci in plastica che facciano una buona tenuta senza cedere.
L'anno dopo avrete un ramo perfettamente radicato che potrete tagliare sotto le radici e avrete una pianta nuova.
Questa tecnica è perfetta per piante legnose e di difficile radicazione e vi permette di avere piante nuove già sviluppate e in la con gli anni e con una considerevole grandezza del fusto.
Le piante meno adatte a questa tecnica sono le conifere che difficilmente radicano per margotta.

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Propaggine


Vi sono vari tipi di propaggine.Il più classico, da cui poi si dipanano le altre tipologie con diverse varianti, consiste nello scavare una buca nel suolo vicino alla pianta, piegare un ramo bloccandolo con un fil di ferro ricurvo sulla base della buca e ricoprire questo ramo con un po' di terra. Coprire poi la buca con qualcosa che non faccia passare detriti o luce(un secchio una tavola,un sacchetto teso o quel che si preferisce).
Il ramo pero' deve avere un piccolo taglietto leggermente profondo e dato in traverso, mai verticale o orizzontale. Da quel piccolo taglietto, coperto dal terriccio che viene messo sopra, in circa un paio di stagioni cominceranno a nascere le radici. A quel punto quando saranno ben radicate, formate bene e sviluppate (aspettare anche se sembrano ben sviluppate non si sa mai) si può tagliare il ramo lasciando il nuovo pezzo di ramo con le sue nuove radici, libero di crescere come una pianta indipendente.
Questa tecnica è molto piu' lenta della talea, ma permette di evitare qualsiasi rischio di morte del pezzo di ramo poichè se la radicazione non va' a buon fine il ramo è comunque attaccato alla pianta madre e quindi non incorre verso la morte.
Altre tecniche di propaggine simili a quella principale sono quelle di fare un taglio cilindrico asportando solo la corteccia anziché fare un taglio leggermente più profondo. Questo è piu' adatto ai meno esperti perchè la sicurezza che il ramo non muoia è nettamente maggiore.

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Talea

>> lunedì 27 ottobre 2008


La talea è quella più semplice e diretta tra le varie tecniche di riproduzione delle piante. Non tutte le piante sono adatte a questa tecnica per la scarsa capacità di produrre radici, l'olivo ne è l'esempio più banale.
La talea consiste nel tagliare un piccolo ramo facendo un taglio obliquo. Togliere la maggior parte delle foglie vicino alla base di questo rametto e inserirlo nel terreno.
Ovviamente questa è la metodologia più brutale. Si consiglia invece un metodo più efficace e sicuro. Sbucciare leggermente la base di questo rametto togliendo la corteccia più esterna e inzupparlo di acqua, dopodichè passare il punto bagnato in una polverina di materiale inerte piu' ormoni dopo di chè inserirlo nel terreno. Questi ormoni chiamati auxine inducono il ramo a produrre radici, le quali appena cresciute e sviluppate renderanno il ramo una pianta vera e propria.
Un'altro tipo di ormoni si trova in forma liquida, piccole boccette il cui contenuto ormonale va diluito in un recipiente con dell'acqua e tenuto il ramo immerso per pochi secondi.
Questo metodo pero' lo sconsiglio fortemente ai non esperti perchè la diluizione deve esser molto precisa e anche il tempo di immersione della porzione di ramo.
In ogni agraria potete trovare queste auxine in prodotti che prendono il nome di Ormone radicante.
Un'altra variante è quella di inserire il rametto nella perlite anzichè nel terreno e dargli concime liquido diluito con acqua ma anche questa tecnica la sconsiglio ai non esperti.
Comunque sia un aspetto molto importante del taleaggio è quello dell'umidità relativa dell'aria.
Le talee infatti non avendo apparato radicale perdono velocemente l'acqua e seccano per via della aperture stomatiche che rilasciano l'acqua nell'aria la cui umidità relativa è più bassa di quella della camere stomatiche.
Per evitare questo problema bisogna mantenere l'aria costantemente umida e se si vuole fare un lavoro più o meno rudimentale basta bagnare costantemente terreno e talee evitando comunque di eccedere per non incorrere in infezioni micotiche.
Altra cosa che si puo' fare è legare un sacchettino(di quelli da congelatore classici,trasparenti) alla pianta in modo che la zona delle foglie instauri un certo microclima e quindi la pianta soffra meno per gli stress idrici.

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Micropropagazione



La micropropagazione si puo' fare solo in laboratori quindi niente di applicabile in casa propria ma inserisco il ritaglio fondamentale di un articolo di wikipedia a titolo informativo a chiunque interessi:
Micropropagazione
L'uso dei terreni di coltura con le cellule vegetali ha permesso ai ricercatori di studiare i cosiddetti calli, ammassi cellulari sdifferenziati propagabili in vitro all'infinito. Per ottenere i calli occorre innanzitutto espiantare delle cellule dalla pianta. A seconda della specie si preferisce scegliere tra:
- Punte di germogli;
- Foglie;
- Gemme laterali;
- Tessuto del fusto o delle radici;
- La pianta originale in questo processo non è distrutta.
Fondamentale è sterilizzare i tessuti prelevati, per evitare che la rapida crescita dei batteri presenti sulla superficie delle piante soffochi la crescita del callo; sminuzzando e trattando con cellulasi si libera il protoplasto, che dopo qualche ora inizia a ricostruirsi la parete (ovviamente se l'enzima è tolto dal medium). Fatta la nuova parete la cellula inizia a dividersi se sono presenti le giuste sostanze nutritizie (sali, zuccheri e vitamine) e tracce di ormoni vegetali. Inizieranno cosi a formarsi dei germogli, che potranno essere separati e trattati ancora con cellulasi per un nuovo ciclo di propagazione. Si possono ottenere calli sia da cellule somatiche che da cellule sessuali.
Attraverso il passaggio a protoplasto, le cellule tessuto-specifiche della pianta si differenziano in cellule totipotenti, capaci cioè di esprimere qualsiasi parte della loro informazione genetica. Questa caratteristica, insieme alla capacità di formare stipiti cellulari immortali, differenzia le cellule vegetali da quelle animali. Ogni cellula di un callo può rigenerare l'intera pianta da cui è stata isolata in due modi principali:
1) Embriogenesi somatica: dal callo origina un embrione, che si sviluppa poi in pianta adulta (per esempio la carota);
2) Organogenesi somatica: dal callo si rigenera un organo, di solito foglioline, ed in seguito il resto della pianta (per esempio il tabacco).
In entrambi i casi la crescita in vitro avviene nei Fitotroni, celle climatiche sterili in cui temperatura, umidità e ciclo luce-buio sono controllati e programmabili. Con l'embriogenesi somatica si possono incapsulare gli embrioni vegetali di certe specie (come carote, sedano e pomodoro) per ottenere semi artificiali. Una parte importante spetta agli ormoni vegetali, il cui ruolo è stato scoperto proprio grazie all'analisi del comportamento delle cellule in coltura; la produzione di radici è controllata dalla classe di ormoni Auxine, mentre le Citochinine regolano la crescita dei germogli e quindi del fusto. Li si può usare come induttori nelle talee e margotte.
È evidente quindi che queste tecniche di micropropagazione permettono di generare moltissime piante, anche milioni, nel giro di pochi mesi. Inoltre si ha la possibilità di evitare che si formino piante infette semplicemente usando tessuti meristematici o prelevando tessuti in zone sane della pianta e coltivando in presenza di antibiotici ed antivirali.

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